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Garlasco: Stasi ha massacrato Chiara facilmente senza nessuna pietà

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Garlasco: Alberto Stasi, giudicato con rito abbreviato deve scontare una pena di sedici anni; troppo pochi a detta di molti, per il delitto commesso ferocemente ai danni della fidanzata; l’esecuzione dell’omicidio è stata facile…

chiara-poggi-alberto-stasi-624334Molto facile massacrare Chiara Poggi e con grande violenza oltretutto; perchè lei quella maledetta mattina aprì la porta di casa con assoluta fiducia e serenità, apriva la porta all’uomo che amava, come poteva immaginare invece che stava aprendo la porta alla morte? Stasi non ha fatto nessuna fatica, il suo piano criminale ha visto la riuscita praticamente perfetta, Chiara inerme e fragile, fiduciosa non ha fatto nessuna reazione, è stata sacrificata senza pietà. Ma il movente quale è?? Perchè quella ragazza dolce di provincia, serena e innamorata dava fastidio proprio a chi doveva amarla?

Chiara Poggi era diventata una presenza per Stasi scomoda, fastidiosa, forse puntava ad altro, lui ragazzo “perbene”, ex bocconiano, forse vedeva in Chiara un qualche pericolo per le sue aspirazioni, chissà cosa passava nella mente Alberto, o forse c’era un motivo “forte”, qualcosa di scabroso ed inconfessabile; di certo è palese la freddezza con cui ha condotto la vicenda e come dopo il delitto abbia magistralmente fuorviato le indagini, rallentando le procedure degli inquirenti; è specificato a chiare lettere nelle motivazioni della sentenza di condanna, che sostiene  che Stasi  “è riuscito a rallentare gli accertamenti a proprio vantaggio, anche grazie agli utili errori commessi dagli stessi inquirenti”. Rallentamenti e bugie che gli hanno regalato altri sette anni di libertà, mentre la povera Chiara è stata stroncata nel fiore degli anni.

Nel corso delle indagini è emerso che forse il movente è che Chiara aveva scoperto la passione morbosa di Alberto per la pornografia e questo deve aver creato dissapori nella coppia, forse Chiara ha manifestato il suo disappunto troppo palesemente, Stasi si è sentito “scoperto” e la sua immagine di studente modello e di ragazzo perbene poteva subire uno scossone che per lui era inaccettabile in quel momento; ed ecco scattare il raptus omicida, la furia feroce. Chiara è stata aggredita, braccata, scannata e poi ritrovata in un lago di sangue, anzi tutta la villetta dei Poggi era imbratta di sangue.

La dinamica dell’omicidio e le conseguenti indagini, tutti gli elementi raccolti e il quadro generale psicologico tracciato su Stasi conducono a un solo esito:  “anche se il movente dell’omicidio è rimasto sconosciuto, è la “scena del crimine” ad individuarlo in quel rapporto di intimità scatenante una emotività che non può che appartenere ad un soggetto particolarmente legato alla vittima.”. Quindi si evince da questa affermazione che fondamentalmente Alberto Stasi era legato alla sua vittima ma forse non amava Chiara Poggi, o perlomeno non abbastanza per lasciarla in vita.

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