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Genitori uccisi, la mamma del complice: “Mio figlio deve pagare fino in fondo”

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Dopo le dichiarazioni del padre, anche la mamma di Manuel, il giovane che avrebbe ucciso i genitori dell’amico Riccardo in cambio di 1000 euro, ha deciso di parlare

Deve pagare per l’orrore commesso, ma sarà sempre supportato dal bene dei genitori che nonostante tutto non riusciranno mai ad odiarlo: “Ci siamo parlati, con mio marito – racconta la mamma del giovane assassino – E ci siamo chiesti: possiamo abbandonarlo al suo destino? La risposta è no, non possiamo. Io sono sempre sua madre, qualunque cosa abbia fatto, e una madre non smette di voler bene a un figlio così, da un giorno all’altro”.

Manuel è il ragazzo che ha aiutato il suo migliore amico Riccardo a sbarazzarsi dei genitori, di coloro che volevano soltanto il suo bene costringendolo ad andare a scuola, speranzosi di fargli ottenere almeno un titolo di studio.

L’arma del delitto è un’ascia: “Dicono che sia stato lui a uccidere i nostri amici Salvatore e Nunzia ma io non ci credo, non posso credere che l’ascia l’ha usata lui. Come ha potuto fare una cosa così feroce a quei poveretti? Li conoscevamo da una vita, andavamo a pranzo da loro, lo avevano visto crescere… Secondo me non era lucido, aveva preso qualcosa, perché nessun essere umano può uccidere così a mente fredda”.

Non si dà pace la mamma di Manuel, che cerca disperatamente un motivo, al di fuori dei soldi, che abbia potuto convincere il figlio ad essere l’autore di un terribile duplice omicidio: “Magari Manuel era sotto ricatto, chissà, forse Riccardo lo ha costretto a farlo…Che cosa cambia, poi? Mio figlio era in quella casa… Io sono anche disposta a perdonarlo ma deve pagare tutto fino in fondo. Tutto”.

“Vedo le sue cose e piango – continua la donna – ripenso all’altro giorno quando me l’hanno portato qui in manette… Io e suo padre gli abbiamo preparato la borsa per il carcere e lui piangeva senza dire una parola. Gli ho chiesto: che hai fatto? Ti rendi conto di quello che hai fatto? Mi ha dato un bacio e l’hanno portato via. Mio marito è andato in carcere con l’avvocato. Gli ho chiesto di dire a Manuel che gli voglio bene, non voglio che pensi nemmeno per un istante che potremmo non volerlo più come figlio, anche se ha fatto quello che ha fatto”.

Una famiglia, quella di Manuel, umile, con tanti problemi, tre figli da crescere di cui uno disabile. Una famiglia che dovrà affrontare un enorme problema ed elaborare un dolore troppo grande: “In camera con lui c’è il mio bambino disabile. Strano che in questi giorni non abbia chiesto del fratello sembra quasi aver capito che starà via per molto tempo. L’altra bambina, la piccola di casa, invece ha capito abbastanza. Le abbiamo detto che suo fratello è andato in collegio perché ha fatto una cosa brutta ma in televisione non si parla d’altro e allora ieri mio marito, mentre mandavano in onda la notizia di Manuel e di quello che ha fatto, le ha messo le mani sulle orecchie. Non vogliamo che cresca odiando suo fratello. Abbiamo già troppe cose negative da affrontare”.

Fonte: Corriere.it

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