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Genitori uccisi, i terribili pensieri del figlio: “Mi sgridavano sempre, li odiavo”

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Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni sono stati brutalmente uccisi dal figlio e dall’amico, entrambi minorenni. Dai verbali degli interrogatori del figlio delle vittime è emerso tutto l’odio che quest’ultimo provava per i genitori

Sono stati trovati con il cranio fracassato da un’ascia e con un sacchetto di plastica in testa. Salvatore Vincelli e Nunzia Di Gianni sono i genitori che il figlio, mandante dell’omicidio, proprio non sopportava: “Mi sgridavano sempre, non passava giorno senza che mi dicessero che non valevo niente, che ero un buono a nulla, un fallito”.

Il piano diabolico è scattato il 9 gennaio, quando Salvatore e Nunzia hanno nuovamente rimproverato il giovane, che si sarebbe sfogato con l’amico dicendo che avrebbe voluto tanto ucciderli: “Litigavamo di continuo per la scuola, volevano che tornassi a casa entro certi orari, mi dicevano che se avessi continuato a non combinare niente nella vita a 18 anni mi avrebbero cacciato di casa”.

L’amico del 16enne, di un anno più grande, non si è tirato indietro alla proposta sanguinosa: “Mi ha chiesto di aiutarlo e io l’ho aiutato. Lui è uno che non ha mai fatto male a nessuno e allora l’ha chiesto a me”.

Riguardo ai 1000 euro dati in cambio dell’omicidio, il complice ha detto: “Non l’ho fatto per soldi, ma per amicizia. Per togliergli il macigno che aveva sul cuore. L’avrei fatto anche gratis, i soldi non mi interessano. Dopo, lui mi ha detto che mi avrebbe dato tutto quello che avrebbe trovato in “cassa”, ma ripeto: lo avrei fatto comunque”.

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