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Delitti dal mondoDossierGeorge Stinney condannato alla sedia elettrica per aver violentato e ucciso due bambine: dopo 70 anni la scoperta che era innocente

George Stinney condannato alla sedia elettrica per aver violentato e ucciso due bambine: dopo 70 anni la scoperta che era innocente

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Correva l’anno 1944 in un piccolo paesino del South Carolina dove George Stinney, un ragazzo di colore venne processato e condannato a morte per aver violentato e ucciso due ragazzine bianche, Betty Binnicker di 11 anni e Mary Thames di 7.

george stinneySegregazione razziale. Sono queste le parole chiave per leggere e interpretare correttamente questa storia che giunge dal South Carolina. George Stinney ha solo 14 anni, viene giudicato da una giuria composta da 6 bianchi, che in mezz’ora decidono sulla sua colpevolezza e lo condannano alla sedia elettrica. Il 16 giugno del 1944, alle 19.30, Stinney viene condotto nella camera delle esecuzioni, non può pagare la parcella al suo avvocato difensore che non ha potuto opporsi alla decisione della giuria. George Stinney è il detenuto giustiziato più giovane degli Stati Uniti, anche il boia si accorge che la sua corporatura è troppo esile per fissare gli elettrodi della sedia elettrica. L’uomo decide di far sedere il ragazzo sulla Bibbia che stringeva tra le mani. Persino la maschera è troppo grande e la prima scarica elettrica schizza via, lasciando tutti senza parole quando vedono il volto del ragazzo rigato di lacrime.

La schiavitù era stata abolita da una sessantina d’anni quando nacque George Stinney, ma nel South Carolina le cose non erano cambiate di molto. Anche se i neri erano liberi non potevano votare e dovevano tenersi a debita distanza dai bianchi. George viveva ad Alcolu e per separare le razze c’era un confine fisico, rappresentato dalla ferrovia. Il 24 marzo del 1944 la primavera era esplosa con i suoi colori e i suoi profumi e Betty Binnicker di 11 anni e Mary Thames di 7, decidono di andare a raccogliere dei fiori. Per loro la linea di confine non esiste e si spingono oltre. L’ultima volta che sono state viste erano nei pressi della casa di George Stinney.

Quando vengono ritrovate, le bambine sono morte. Il medico del paese sentenzia che sono state violentate e poi colpite con una sbarra di ferro. I sospetti si concentrano su George perché i testimoni riferiscono di averle viste con lui prima della scomparsa. Viene condotto nell’ufficio dello sceriffo per essere interrogato, per costringerlo a confessare gli promettono un gelato, poi lo menano. Lo sceriffo dopo un’ora decide di andare dal giudice della contea e annuncia che George Stinney ha confessato tutto. Il padre di George viene licenziato ed è costretto a fuggire via con la famiglia per evitare il linciaggio. Le autorità decidono di sottoporre George ad un “regolare” processo che si svolge circa un mese dopo.

Passano gli anni, e George Fierson, uno storico nato ad Alcolu decide di indagare per far riaprire il caso. Aveva sempre sentito parlare di quanto accaduto a Stinney e nel 2004 ha iniziato a fare delle ricerche: non c’erano prove contro il ragazzo. In punto di morte, il vero assassino delle bambine ha confessato tutto. Il colore della sua pelle era bianco e, guarda caso, apparteneva ad una delle famiglie ricche e colte della contea.

Il processo è stato celebrato lo scorso anno, dopo 70 anni, sono stati ascoltati alcuni testimoni, tra cui il compagno di cella di George Stinney. Esaminando il referto dell’autopsia è emerso che le bambine non vennero nemmeno violentate. Per l’accusa la revisione non ha alcun senso visto che molti atti sono andati perduti. George Stinney oggi avrebbe 85 anni, se non fosse stato considerato un comodo un capro espiatorio.

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