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NewsGiallo a Padova: chi ha ucciso Antonio Floris, il detenuto che era scomparso?

Giallo a Padova: chi ha ucciso Antonio Floris, il detenuto che era scomparso?

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antonio floris Dopo il pomeriggio trascorso a lavoro al centro di riabilitazione dei Padri Mercedari, non era rientrato. Tutti temevano per una fuga, ma il 61enne è stato trovato privo di vita nella legnaia dei frati.

Il cranio di Antonio Floris era fracassato. Il detenuto sardo dunque non era evaso come immaginato in un primo momento. L’uomo era conosciuto come il criminale che scriveva nei diari le sue gesta criminali e quando venerdì non è rientrato in carcere è scattata l’allerta. Antonio Floris tutti i giorni raggiungeva in bicicletta la cooperativa dei Padri Mercedari, era riuscito ad ottenere il permesso per buona condotta e ora è proprio da qui che partono le indagini per capire cosa sia successo.

La zona intorno alla cooperativa è stata battuta dai militari per trovare indizi che possano portare a fare luce sull’omicidio di Antonio Floris, trovato privo di vita nella legnaia. Tutte le ipotesi investigative sono aperte e in questi giorni sono state ascoltate molte persone. Secondo le prime indagini, Antonio Floris sarebbe morto in seguito a due o tre colpi di bastone. Sulla sua bicicletta e sullo zaino sono state rinvenute delle tracce di sangue e non è escluso che l’omicidio sia la conseguenza di un raptus di violenza al culmine di una lite.

In un primo momento, l’ipotesi dell’evasione era quella più accreditata perché nel gennaio del 1991, Antonio Floris aveva tentato di fuggire dal carcere dove scontava una condanna per una rapina in banca. Dopo una lunga latitanza durata 5 anni, Floris era stato nuovamente tratto in arresto. In quell’occasione i militari sono entrati in possesso anche dei diari che il criminale custodiva nel suo tascapane. Antonio Floris era considerato uno dei peggiori criminali sardi in circolazione e per decriptare quegli scritti era stato necessario l’intervento degli esperti dell’Università di Cagliari. Il codice era basato su un dialetto nordafricano del Maghreb.

Fonte: Il Gazzettino

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