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Giallo di Marcheno: Giuseppe Ghirardini non si è ucciso, le prove

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Le sorelle di Giuseppe Ghirardini hanno sempre sostenuto che l’uomo non si era suicidato. Ora ne hanno le prove. Nuova svolta nel giallo di Marcheno?

Giuseppe-Ghirardini- delitti.netGiuseppe Ghirardini era un operaio della fonderia Bozzoli di Marcheno. L’uomo è scomparso il 14 ottobre del 2015 e poi ritrovato qualche giorno dopo senza vita. Ghirardini è morto avvelenato con il cianuro, tutto fa pensare ad un suicidio, ma le sorelle non sono d’accordo. Giuseppe Ghirardini potrebbe aver visto qualcosa ed essere diventato uno scomodo testimone. Le fonderie Bozzoli sono note alle cronache nazionali per il mistero che si cela dietro la fine di uno dei suoi titolari, Mario Bozzoli.

Un consulente della famiglia di Giuseppe Ghirardini avrebbe trovato le prove che dimostrano che l’operaio non si è ucciso ma è stato costretto da qualcuno. Per il momento si tratta solo di indiscrezioni riportate da un amico, portavoce delle sorelle Ghirardini. La prossima settimana il medico legale che ha ricevuto l’incarico di analizzare l’autopsia svolta sul corpo dell’operaio, terminerà il lavoro. La svolta nell’inchiesta per la morte di Giuseppe Ghirardini dunque è molto vicina, e come ha riferito il portavoce, non ci saranno richieste di riesumazione perché i dati raccolti sono sufficienti.

Ricordiamo che dopo 11 mesi, l’inchiesta è prossima alla chiusura si preannuncia un autunno caldo dal punto di vista giudiziario perché ci sono troppi punti oscuri intorno al giallo di Marcheno. Purtroppo per quanto riguarda la scomparsa di Mario Bozzoli non ci sono novità, gli inquirenti sostengono che l’uomo non sia mai uscito dalla fonderia. È stato ucciso nello stabilimento e il corpo fatto sparire. Non vi sono prove decisive contro gli indagati che si dichiarano innocenti, ovvero i due operai in servizio quella sera, il fratello Adelio Bozzoli e i due figli. Potrebbero essere necessari molti anni per fare piena luce sul caso.

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