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Cold CaseGiallo di Orune, la svolta: chi ha ucciso Gianluca Monni e Stefano Masala?

Giallo di Orune, la svolta: chi ha ucciso Gianluca Monni e Stefano Masala?

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Vi sono dei responsabili per la morte di Gianluca Monni e Stefano Masala, si tratta di due cugini. Il giallo di Orune dopo 1 anno di indagini è vicino alla svolta.

Monni-MasalaGianluca Monni venne ucciso ad Orune l’8 maggio del 2015 a fucilate. Il ragazzo stava aspettando il bus che lo avrebbe portato a scuola. Il caso ha avuto rilevanza nazionale non solo per la crudeltà con cui è stato commesso l’omicidio, le indagini sin dall’inizio si sono rivelate molto complesse, un vero e proprio cold case. Oggi il giallo di Orune potrebbe arrivare ad una svolta. La vicenda è stata riassunta da Montolli su GQ-Underground che ha riportato le parole dei professori attoniti: «Gianluca era un ragazzo educatissimo perbene. Nella sua carriera scolastica non è mai stato bocciato. È sempre stato impegnato, era stato per due anni rappresentante per gli studenti del consiglio d’istituto».

Ad Orune i magistrati si sono scontrati con il muro di omertà e di silenzio che hanno messo in piedi i testimoni, anche i ragazzi che hanno assistito all’agguato mortale e che aspettavano il pullman insieme a Gianluca Monni hanno negato di trovarsi alla fermata. Solo una persona ha trovato il coraggio di parlare e di confessare che quella mattina c’era una macchina grigia che continuava a passare di lì. A bordo c’era Alberto Cubeddu. Quell’auto non era sua, ma di Stefano Masala, il giovane scomparso la sera prima. Dopo il delitto di Orune venne trovata bruciata.

Di Stefano Masala non si è saputo più nulla, ma gli inquirenti hanno collegato i due casi perché era evidente che c’era una soluzione comune. Però sfuggiva qualcosa e il giallo di Orune è rimasto tale per un anno. Il duplice omicidio di Monni e di Masala ha un movente, ma bisogna tornare indietro di qualche mese. A dicembre del 2014 Orune era in festa e molti giovani erano in giro. Paolo Enrico Pinna, il cugino di Alberto Cubeddu si avvicinò alla fidanzata di Gianluca Monni e il ragazzo reagì immediatamente a quel tentativo di approccio molesto. Pinna però tirò fuori una pistola. Monni e Pinna vennero alle mani e Gianluca riuscì a disarmarlo. Anche in quel caso molte persone avevano assistito alla scena, ma nessun testimone si è mai fatto avanti.

Che cosa c’entra Stefano Masala in tutto questo? Il ragazzo di Nule aveva accompagnato Pinna alla festa con la sua macchina, non era un tipo rissoso e non aveva partecipato alla lotta tra l’amico e Monni. I contatti tra i due si sono interrotti proprio a dicembre del 2014. Tutto tace sino ad aprile 2015, un amico comune di Gianluca Monni e Paolo Enrico Pinna, condivide in un gruppo Whatsapp una filastrocca divertente. Paolo però inizia a meditare vendetta perché secondo lui aveva avuto la peggio nella lite a causa di Masala ed ecco che lo aggancia qualche giorno dopo. Il cadavere non è mai stato ritrovato e non si sa che fine abbia fatto. Il giorno successivo l’agguato a Orune e l’omicidio di Monni. Il cerchio si è chiuso, la madre di Paolo Enrico Pinna aveva già capito che era lui il colpevole. Ma in questa storia c’è anche un’altra madre, Carmela Dore. La donna è morta qualche giorno prima che le agenzie di stampa battessero a caratteri cubitali la notizia dell’arresto di due cugini sospettati di essere gli autori del duplice delitto di Orune, anche se la donna ha detto ai familiari: «Continuate ad aspettarlo e non perdete la speranza, almeno fino a che non ci restituiranno il corpo».

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