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Cold CaseGiallo Ylenia Carrisi, trovati resti di una donna: prelevato DNA di Albano Carrisi e Romina Power

Giallo Ylenia Carrisi, trovati resti di una donna: prelevato DNA di Albano Carrisi e Romina Power

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I riflettori sono tutti puntati a Cellino San Marco, dove Al Bano Carrisi e Romina Power attendono con ansia di scoprire se i resti della donna trovata negli States sono di Ylenia Carrisi, scomparsa da 22 anni.

ylenia carrisiSi segue una nuova pista per risolvere il giallo della scomparsa di Ylenia Carrisi, un camionista americano ha confessato di aver ucciso una ragazza, il suo nome era Suzanne, lo stesso che la figlia di Al Bano e Romina aveva scelto quando è andata a vivere negli States. Questa volta non si tratta di una delle tante teorie sul luogo in cui si trova Ylenia Carrisi e gli esperti hanno già prelevato dei campioni di DNA per farli analizzare e compararli con i resti di un cadavere di una donna uccisa in Florida nel 1994. Ylenia Carrisi è scomparsa il 31 dicembre del 1993 e nel gennaio del 1994 sono state avviate le ricerche, da 22 anni la famiglia dell’artista pugliese attende con ansia il suo ritorno, ma a dicembre dello scorso anno il Tribunale di Brindisi ha dovuto dichiarare la morte presunta della ragazza.

Giallo Ylenia Carrisi: una svolta sempre più vicina alla verità

La verità nel giallo della scomparsa di Ylenia Carrisi è sempre più vicina, la ragazza di cui si stanno analizzando i resti è stata uccisa in una stazione di servizio a Tampa, in Florida. A quanto pare la giovane è stata investita da un camionista, Keith Hunter Jesperson, condannato a 3 ergastoli per 8 omicidi. L’uomo è stato arrestato nel 1995 e nel 1996 ha confessato di aver ucciso una ragazza che faceva l’artista di strada a New Orleans e che si faceva chiamare Suzanne. La vittima stava raggiungendo lo stato della California con lo zaino in spalla chiedendo l’autostop. Tutti questi dettagli sono importanti, ma quello che fa pensare che si tratti proprio di Ylenia Carrisi è l’identikit della vittima e la ricostruzione del volto che lo sceriffo di Palm Beach ha fatto eseguire da un perito. La domanda che molti si sono posti è: perché se ne parla proprio adesso? Purtroppo non è stato semplice risalire al camionista, è solo grazie alla caparbietà di un investigatore privato americano che forse il giallo di Ylenia Carrisi potrebbe essere risolto.

Il cantante Al Bano ha confermato ad Ansa che si è sottoposto al prelievo aggiungendo: «Non ho davvero argomenti su questa storia, i carabinieri ce lo hanno chiesto, noi lo abbiamo fatto».

Giallo Ylenia Carrisi: le piste seguite negli anni

Per il caso Ylenia Carrisi ognuno ha la sua verità, l’ultima telefonata che la ragazza ha fatto ai genitori è stata il giorno di Capodanno, dal telefono di un albergo malfamato nel quartiere francese di New Orleans. La ragazza condivideva la stanza con Alexander Masakela un trombettista di strada di 54 anni che aveva molto successo con le donne. Per Ylenia Carrisi era un maestro di vita e secondo la proprietaria dell’albergo l’ultima volta che ha visto la ragazza era il 6 gennaio del 1994, il trombettista lasciò la stanza il 14 gennaio. Le indagini si concentrarono subito sull’uomo che finì in carcere per due settimane con l’accusa di stupro e non per la scomparsa di Ylenia Carrisi. Nell’abitazione di una delle sue donne vennero trovati anche la giacca e il walkman di Ylenia ma anche in questo caso nessuno ha mai riuscito a fornire una spiegazione. Un altro personaggio chiave in questa vicenda è Albert Cordova, un guardiano notturno che ha giurato di aver visto una donna bionda nuotare nelle gelide acque del Mississippi che l’hanno trascinata via. Questa pista è stata sempre considerata la più credibile. Ma in 22 anni le teorie sono state molte, nel 2011 un giornalista di cronaca nera, Roberto Fiasconaro, che ha scritto ben 3 libri sul giallo di Ylenia Carrisi, ha pubblicato un articolo su un giornale tedesco secondo cui la giovane era viva e si trovava in un convento greco-ortodosso in Arizona.

Fonte: La Stampa

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