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Giandomenico Orlando, ucciso davanti la sua pasticceria: arrestato l’assassino

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Giandomenico Orlando, 67 anni, è stato ucciso davanti la sua pasticceria in via Puccini a Perugia. Il presunto assassino è stato arrestato ma agli esperti non è ancora chiaro il movente dell’omicidio

Giandomenico OrlandoGiandomenico Orlando è stato aggredito e poi accoltellato con due fendenti diretti alla giugulare che si sono rivelati fatali. Secondo una prima ricostruzione, l’assassino avrebbe colpito la vittima a sorpresa mentre si dirigeva a buttare la spazzatura. Il 67enne dopo essere stato ferito è stato rianimato sul posto dal personale sanitario del 118 ma una volta giunto in ospedale è purtroppo deceduto a causa delle ferite troppo gravi.

Dopo l’omicidio avvenuto tra urla e pianti, la moglie e i figli di Giandomenico Orlando hanno accusato leggeri malori tanto che è stato indispensabile l’intervento di una ambulanza. In città la famiglia Orlando è molto conosciuta non solo grazie allo storica pasticceria nella vita in cui è avvenuta la tragedia ma anche per i tanti laboratori di pasticceria che riforniscono molti bar di Pescara.

Secondo quanto riferito dalla Repubblica, il presunto assassino, il 41enne Giovanni Raffaele Grieco, risiederebbe nella stessa palazzina in cui Giandomenico Orlando ha il laboratorio di pasticceria e non è escluso che prima del delitto i due abbiano avuto una breve discussione. Quest’ultimo pare che da tempo si lamentava dei continui rumori provenienti dal laboratorio e ormai da anni non perdeva mai l’occasione per inveire contro il pasticciere che lo aveva addirittura denunciato più volte per stalkeraggio.

Giovanni Raffaele Grieco è stato cercato dagli esperti fino a quando i carabinieri di Pineto non lo hanno riconosciuto ed arrestato mentre era sdraiato su una panchina in una pineta. Al momento il 41enne, amante di armi e assiduo frequentatore di palestre che avrebbe collezionato in passato numerose denunce per lesioni, è stato rinchiuso in una camera di sicurezza e sembra che si sia rifiutato di parlare e di ammettere le sue responsabilità.

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