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FemminicidioGiffoni: omicidio-sucidio in piscina, ecco le drammatiche testimonianze

Giffoni: omicidio-sucidio in piscina, ecco le drammatiche testimonianze

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Inizia a delinearsi la portata della tragedia che si è consumata ieri a Giffoni in piscina

20150201_cadavereIeri un drammatico fatto di cronaca ha sconvolto la piccola comunità di Giffoni Valle Piana, un uomo si è introdotto in una delle strutture più belle della zona il FIore Club ed ha sparato al ex moglie per poi togliersi la vita sotto gli occhi del figlioletto.

Molti i testimoni che erano presenti al momento della tragedia, tra questi Mario che racconta: “Erano circa le 10 quando improvvisamente ha raggiunto il terreno di gioco del campo da tennis, dove stavamo disputando un incontro insieme ad alcuni amici, un tennista che faceva parte di una comitiva che aveva prenotato la struttura dopo il nostro turno. Gridava: Ci sono due persone immerse in due pozze di sangue e pare che una delle due abbia sparato all’altra. Immediatamente quella che doveva essere una giornata all’insegna del relax si è trasformata in un incubo. Quando siamo giunti nei pressi della struttura pressostatica che ospita la piscina c’erano già i carabinieri ed i mezzi di soccorso del servizio 118. Abbiamo assistito al trasferimento dell’uomo e della donna a bordo delle lettighe all’interno delle ambulanze che li hanno condotti in ospedale. La ragazza era già molto pallida”.

Un racconto drammatico quello di Mario che ci permette di capire lo shock per questo ennesimo femminicidio.
Ad uccidere la moglie è stato Salvatore Varavallo, un operaio di 35 anni residente a Sant’Irpino che ieri stava assistendo ad una gara di nuoto del figlio di appena 9 anni. All’improvviso ha estratto un arma da fuoco d ha sparato moltissimi colpi verso la sua ex moglie Giustina Copertino, poi ha puntato l’arma verso di lui e si è ammazzato.

Un responsabile della struttura del Fiore Club racconta cosa ha visto: “Ero all’interno del ristorante quando improvvisamente ho udito un forte rumore. Inizialmente pensavo fosse esploso un botto ma poi ho visto le persone che mi circondavano fuggire ed ho capito che stava accadendo qualcosa di molto più serio. Da anni lavoro qui e siamo sempre circondati da bambini e ragazzi che frequentano la struttura per divertirsi. Oltre alla paura rimane una forte amarezza per un episodio che ha visto coinvolta direttamente ed indirettamente un’intera famiglia”.
Uno dei gestori del Fiore Club racconta: “Quando ci siamo accorti di cosa stava avvenendo il panico ci ha sopraffatti ed il primo pensiero è andato ai numerosi bambini e ragazzi presenti nella struttura pressostatica. Sarebbe potuta essere una vera strage. Ci siamo subito attivati per allertare i soccorsi e le forze dell’ordine. Questo è un luogo dove i bambini vengono accompagnati dai genitori per imparare i valori della lealtà ed il rispetto dell’avversario attraverso la pratica sportiva. Invece gli autobus delle varie comitive, provenienti da varie località della regione, che hanno preso parte alla manifestazione, erano pieni di sguardi impauriti”.

La manifestazione sportiva è stata interrotta e tutti sono stati allontanati dalla struttura per evitare loro la vista di tutto quel sangue.

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