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Giovanni Lo Porto, ucciso in un raid Usa: Obama si scusa

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giovanni lo portoGiovanni Lo Porto era stato rapito nel 2012 da Al Quaeda ma lo scorso gennaio è stato ucciso durante un’operazione dell’antiterrorismo statunitense. La notizia della sua morte è arrivata solo ora ed è stata diffusa anche da La Repubblica che ha riportato le dichiarazioni di Obama

L’obiettivo del raid Usa era un compound di Al Qaeda proprio dove si trovava Giovanni Lo Porto insieme ad altri ostaggi americani. L’uomo è stato ucciso e con lui altre vittime innocenti: “Non ci sono parole per esprimere in modo adeguato il nostro dolore per questa terribile tragedia”.

E’ così che Obama ammette che la colpa è degli Usa e chiede scusa alle famiglie delle vittime: “A nome degli Stati Uniti chiedo scusa a tutte le famiglie coinvolte. Come presidente e comandante in capo mi assumo la responsabilità di tutte le operazioni antiterrorismo, compresa questa. Non sapevamo che all’interno del compound ci fossero anche i due ostaggi. Ho parlato con la moglie di Warren e con il premier Matteo Renzi. Come marito e padre posso solo immaginare l’angoscia e il dolore che le famiglie stanno vivendo oggi”.

Poi Obama continua: “Verificheremo e renderemo pubblici tutti i dettagli dell’operazione, perché i familiari devono conoscere la verità, anche se alcuni punti rimarranno segreti. Questa operazione è stata condotta seguendo le linee guida ed era indirizzata a colpire un compound di Al Qaeda per bloccare i terroristi”.

L’unica speranza della mamma di Giovanni Lo Porto era quella di poter riabbracciare il figlio, un sogno ormai distrutto da questa atroce notizia.

Tra i tanti anche Sergio Mattarella ha dichiarato qualcosa in riguardo a questa triste vicenda: “Lo Porto si trovava in una terra lontana in missione di solidarietà. E’ stato un portatore dei nostri valori di pace e di dialogo internazionale. Partecipo al grande lutto della famiglia e sono vicino al mondo della cooperazione internazionale che, per l’aggravarsi delle situazioni di crisi, è sempre più esposto a insidie e rischi gravissimi”.

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