HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsGiovanni Scrizzi: dimentica una fotocopia, perde l’appalto e si toglie la vita

Giovanni Scrizzi: dimentica una fotocopia, perde l’appalto e si toglie la vita

di

Giovanni ScrizziGiovanni Scrizzi, 59 anni, ideatore e fondatore del Caffè Letterario di Pordenone, è stato trovato morto nella sua auto nelle Grave di Cordenons, sul greto del Meduna

Giovanni Scrizzi era stato escluso dall’appalto del Comune di Pordenone per la gestione del Caffè Letterario nel complesso dell’ex Convento di S.Francesco, ribattezzato “La Cittadella della Cultura”, per aver dimenticato di allegare alla domanda la fotocopia della sua carta d’identità.

Gli uffici municipali non hanno potuto far altro che escluderlo dalla graduatoria nonostante le offerte economiche e culturali presentate dall’uomo.

Aver perso il Caffè Letterario dopo 12 anni era diventato un pensiero troppo frustante per l’uomo che non riusciva in alcun modo a darsi pace. Così, Giovanni Scrizzi aveva deciso di scomparire nel nulla. I familiari avevano lanciato l’allarme giovedì pomeriggio e le ricerche erano già iniziate.

Tutti hanno implorato il 59enne di ritornare a casa, di farsi trovare o solo di rispondere al telefono. Purtroppo però, la notizia che tutti temevano è arrivata: Giovanni Scrizzi si è tolto la vita. Il cadavere è stato ritrovato all’intero della propria auto nei pressi del fiume Meduna.

Andrea Malacart, manager di Sviluppo territorio, sul suo profilo facebook ha voluto ricordare l’uomo: “Gente di Pordenone, oggi siamo un po più poveri, ci manca un attore, un innovatore, un musicista, un poeta, un personaggio che ha saputo creare, sognare, realizzare e che era avanti, tanto avanti, forse troppo alto per cui probabilmente ora da lassù ci guarderà da una dimensione più vicina alla sua grandezza. Ciao figheiratacon”.

Il direttore generale del Comune di Pordenone, ha invece respinto le accuse:“La procedura di gara è stata seguita in maniera ineccepibile e la mancanza del documento di identità è equiparabile, a termini di legge, all’assenza della firma, provocando l’irricevibilità dell’offerta. In questo momento delicato non si può che esprimere dolore per questo dramma, ma occorrere respingere fermamente qualsiasi addebito nei confronti dei funzionari che hanno coordinato la gara, il cui comportamento è stato legalmente impeccabile e umanamente conciliante, ma dove l’errore di un soggetto rischia di penalizzare un altro concorrente, che si è comportato secondo legge, non è possibile derogare”.

Lascia un commento

Back to Top