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Delitti ItalianiGiulio Massaro, il ciabattino con la passione del canto trovato senza testa e senza gambe in un pacco nel lago

Giulio Massaro, il ciabattino con la passione del canto trovato senza testa e senza gambe in un pacco nel lago

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Giulio Massaro aveva 35 anni, di piccola statura e con problemi fisici che gli impedivano di fare lavori pesanti. I suoi resti erano stati chiusi in un pacco lasciato galleggiare nel lago nei pressi della Roggia Bertonica, a Lodi. Per quattro mesi quel torace con la braccia legate, privato della testa e delle gambe non ha avuto un nome, poi l’epilogo.

giulio massaroIl 19 luglio del 1958 una donna trovò un pacco che galleggiava nel lago, quando cercò di afferrarlo notò un braccio che spuntava e chiamò subito aiuto. A qualcuno venne in mente il romanzo di Simenon “Maigret e il corpo senza testa” ma il giallo doveva essere risolto per davvero. Il medico disse che si trattava dei resti di un uomo di 35 anni, ma negli elenchi degli scomparsi nessuno sembrava corrispondere a quella descrizione. La scientifica riuscì a prendere le impronte ma l’uomo non era schedato ma l’unico indizio certo era che prima di morire aveva mangiato pasta e fagioli, e carne in scatola. Dopo un po’ di tempo venne deciso di dare degna sepoltura al cadavere senza testa e sulla sua lapide venne incisa l’epigrafe: «Soltanto a Dio è conosciuto».

La svolta avviene in autunno quando a qualcuno venne in mente la storia del ciabattino cantante Giulio Massaro. Massaro era zoppo, conseguenza della poliomielite, però lui non si curava di questa malformazione visto che anche il suo mito, Luciano Tajoli, era riuscito a vendere 50 milioni di dischi. Purtroppo il successo tardava ad arrivare e a furia di inseguire il suo sogno stava perdendo la famiglia. Giulio Massaro partecipava a numerosi festival e in paese tutti parlavano della sua infedeltà. Purtroppo le voci divennero più insistenti con la nascita del primo figlio.

La giovane moglie Anna decise di trasferirsi a casa del fratello maggiore perché in casa non c’era più riscaldamento e strinse amicizia con i vicini. Finì con l’innamorarsi dell’uomo ombroso che incontrava tutti i giorni e che viveva separato in casa con la moglie ma vennero diffidate per condotta immorale. Siamo ancora nel 1957 e alcuni comportamenti non erano leciti. Giulio Massaro cercava di ingoiare il rospo e accettare i tradimenti di Anna, sino a quando decise di lasciarla. Lei lo denunciò per abbandono del tetto coniugale ma Giulio Massaro non voleva rassegnarsi. Il 7 luglio aveva incontrato Fernanda, la moglie dell’amante di Anna dicendo che l’avrebbe uccisa se non fossero tornati insieme. Intorno alle 21, dopo la cena a base di pasta e fagioli e carne in scatola prese la corriera e sparì nel nulla.

Con la svolta arrivano anche gli arresti, finiscono in manette Anna, Luigi l’amante, la moglie Fernanda, Vittorio il fratello di Anna, la figlia di questi Irene e il marito. Gli inquirenti speravano che qualcuno avrebbe confessato. Fernanda rivela un particolare utile ai fini delle indagini, dicendo di aver letto un biglietto scritto da Anna per Luigi in cui confessava il suo amore e si dichiarava pronta a tutto pur di stare con lui. Purtroppo quel biglietto non è mai stato trovato. Anna però dice che è Luigi l’assassino di Giulio Massaro. Al processo per la morte del cantante ciabattino gli imputati sono tre: Anna, Luigi e Vittorio. Il 9 maggio del 1962 Luigi Dansi venne condannato a 22 anni, mentre Anna e Vittorio furono assolti per per assenza di prove. L’appello però ribaltò la sentenza e Dansi esultò, la felicità durò poco perché la cassazione lo condannò a 23 anni di reclusione. Anna si risposò nel 1973.

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