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Giulio Regeni: l’autopsia rivela la causa della morte

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Giulio Regeni, o meglio i suoi resti martoriati sono stati riportati in Italia ieri nel primo pomeriggio, l’aereo della compagnia Egypt Air partito dal Cairo è atterrato a Roma all’aeroporto di Fiumicino, accompagnavano la salma del giovane ricercatore ucciso, i suoi genitori.

giulio regeni Dopo tutte le formalità burocratiche,  il corpo di Regeni è stato trasferito all’Istituto di medicina legale dell’Università La Sapienza; il ricercatore 28enne, che si trovava in Egitto per ragioni di lavoro, era scomparso il 25 gennaio, ed è stato ritrovato tre giorni fa, il corpo era stato gettato in un canale in una zona periferica della cittadina dove soggiornava, Regeni presentava evidenti segni di tortura e morte violenta.

All’Istituto di medicina legale l’equipe del dottor Vittorio Fineschi ha sottoposto il cadavere di Giulio Regeni alla tac, a un esame tossicologico e a varie radiografie. Gli esiti dei vari esami hanno delineato il calvario della giovane vittima e la causa specifica del decesso.  La morte è sopravvenuta per un forte colpo ricevuto alla testa, che ha provocato la frattura di una vertebra cervicale in seguito a un violentissimo colpo al collo.

Il cadavere presentava molte altre fratture, abrasioni su tutto il corpo e segni di un feroce pestaggio, oltre a numerosissime le lesioni di vario tipo. Altri esami saranno eseguiti dai medici legali per fare chiarezza sulla frattura della vertebra cervicale, perchè molti elementi fanno pensare che la morte sia stata provocata dalla rotazione indotta della testa di Regeni da un lato oltre il punto di resistenza, spezzando cosi le ossa; tutti i reperti raccolti nel corso dell’autopsia verranno sottoposti a speciali analisi di laboratorio.

In merito alla tragica e inquietante morte di Giulio Regeni, il ministro degli esteri, Paolo Gentiloni, ha dichiarato: “siamo lontani dalla verità. A quanto risulta dalle cose che ho sentito sia dall’ambasciata sia dagli investigatori italiani che stano cominciando a lavorare con le autorità egiziane siamo lontani dal dire che questi arresti abbiano risolto o chiarito cosa sia successo; occorre assolutamente che il lavoro di indagine possa essere fatto insieme alle autorità egiziane.”

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