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Delitti ItalianiGiuseppe Pellicanò dice che non aveva progettato la strage, ma il giudice non gli crede

Giuseppe Pellicanò dice che non aveva progettato la strage, ma il giudice non gli crede

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Giuseppe Pellicanò, l’autore della strage di Milano ha detto al giudice di essere depresso e di non avere alcuna intenzione di uccidere. Il giudice titolare delle indagini però non sembra convinto di quello che dice, scopriamo insieme le ultime novità sul caso raccontate dal settimanale Giallo.

micaela masellaGiuseppe Pellicanò ha confessato di aver smontato il tubo del gas che ha causato la terribile esplosione di una palazzina di Milano qualche settimana fa. L’uomo si stava separando dalla moglie e ha detto che non voleva uccidere né lei, né le due figlie. La situazione non lo rendeva pieno di rabbia e di rancore, ma era molto triste. Il 51enne ha ricostruito i fatti in maniera piuttosto confusa, tanto da non convincere il giudice. Nello scoppio del tubo del gas Micaela Massena è morta, mentre le figlie di 7 e 11 anni sono ricoverate in gravi condizioni. Purtroppo non ce l’hanno fatta nemmeno i vicini di casa, due giovani fidanzati, Chiara Magnamassa e Riccardo Manganesi.

Dopo lo scoppio si era pensato ad un tragico evento, ma i Vigili del Fuoco hanno portato alla luce la verità. Giuseppe Pellicanò non ha avuto scampo e ha dovuto ammettere le sue responsabilità. È accusato di strage. Negli scorsi giorni è stato arrestato e condotto in carcere perché si temeva che potesse fuggire all’estero o compiere altri gesti eclatanti. Pellicanò vuole giocarsi la carta dell’instabilità mentale, e il magistrato ha già tra le mani le cartelle cliniche dello specialista che seguiva l’uomo. Il settimanale Giallo ha riportato alcuni punti salienti dei referti da cui si evince che Giuseppe Pellicanò “è incapace di controllare gli impulsi, soprattutto lo è stato in passato dopo la separazione avvenuta due anni fa. Riferisce sintomatologia ansiosa e permangono ansia, insonnia, deflessione del tono dell’umore e rimuginazioni sulla separazione”.

Come potete capire emerge un quadro ben diverso, l’uomo triste per la separazione sembra un freddo calcolatore. Gli inquirenti stanno ascoltando amici e parenti e potrebbe anche essergli contestata la premeditazione. Lo scorso 9 giugno infatti Giuseppe Pellicanò aveva già fatto uscire del gas dalla cucina. La moglie e le figlie non erano in casa ma dal nuovo compagno della donna che abitava poco distante dalla palazzina della strage. Inoltre il giorno dopo l’auto si Salvo Manganaro è stata trovata distrutta. Forse questo era solo un avvertimento.

Nessuno ha interpretato i segnali lanciati da Giuseppe Pellicanò, anzi tutti hanno sempre minimizzato pensando che avrebbe potuto fare del male a sé stesso e non agli altri. Le bambine intanto si stanno riprendendo a fatica, quando saranno dimesse dall’ospedale verranno affidate ai nonni.

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