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Gregory Villemin

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Gregory Villemin fu probabilmente vittima di un antico odio familiare. Il suo assassino non è  stato ancora scoperto

Il 16 ottobre del 1984 alle ore 21,15 il piccolo Gregory Villemin venne ritrovato con le mani e i piedi legati nelle gelide acque del fiume Vologne. Il giorno dopo ai genitori della piccola ed innocente vittima, venne fatta recapitare una lettera che annunciava il delitto e su cui c’era scritto che nulla, compreso i soldi, sarebbe servito a far tornare indietro Gregory.

Per molto tempo l’unico indizio del delitto fu soltanto quella lettera, la prima di una lunga serie, il cui autore che resta ancora una incognita è stato successivamente denominato il “corvo” , nome derivante da  “Le Corbeau”, un film 1943 in cui un piccolo villaggio francese è terrorizzato da una lettera di uno scrittore anonimo.

Il caso fu affidato al giudice Jean Michel Lambert che inizialmente fece cadere le accuse su Bernard Laroche, cugino di Jean Marie Villemin, padre di Gregory.

Muriel, sorella 15enne di Laroche infatti, denunciò l’uomo sostenendo di avere la prova che l’assassino di Gregory Villemin fosse proprio il fratello. A peggiorare la situazione dell’indagato Laroche inoltre, fu l’analisi della scrittura dell’uomo che risultò essere molto simile a quella delle lettere ricevute dai genitori di Gregory.

Tuttavia dopo le accuse, Muriel ritrattò la sua confessione e il giudice nel 1985 rilasciò Laroche che venne poi fucilato da Jean Marie Villemin, poichè il padre del bambino sosteneva che l’uomo invidioso della posizione professionale dei Villemin, avrebbe voluto vendicarsi uccidendo Gregory.

Jean Marie Villemin fu così processato e condannato a cinque anni di prigione per il delitto commesso. Due anni più tardi, fu liberato dopo aver scontato parte della sua pena in detenzione perchè, secondo molti, in realtà Jean Marie era stata una vittima di quell’omicidio che gli portò via il figlio.

Le accuse di infantidicio riccaddero poi su Christine, la madre di Gregory, incinta da sei mesi all’epoca dei fatti. In seguito ad altre perizie grafologiche infatti, trovarono che la scrittura del “corvo” coincidesse con quella Christine, molte persone sostennero di averla vista inviare una lettera fuori all’ufficio postale, ma le prove erano ben poche ed è per questo che fu scagionata.

gregory villemin

Intanto continuarono le indagini, molti iniziarono a pensare che il delitto di Gregory Villemin avvenne in casa, dove il bimbo venne annegato con la normale acqua potabile. L’acqua trovata nei suoi polmoni infatti, non conteneva nessuno degli organismi microscopici che che si trovano nelle acque di un fiume. Altri ipotizzarono invece che l’omicidio accadde fuori, mentre il bimbo giocava e che dopo il fattaccio venne gettato nel fiume.

Nel giugno 2000 su richiesta dei genitori l’indagine venne riaperta, venne analizzata la saliva riportata su un francobollo di una lettera, ma purtroppo la traccia genetica risultò inutilizzabile.

Le stesse analisi del Dna vennero poi rifatte nel 2008 e i risultati rilevarono la presenza di ben due tracce genetiche appartenenti ad un uomo e ad una donna, queste ultime non appartenevano però ai genitori di Gregory.

Nel corso degli anni sono stati confrontati centinaia di profili, ma nessuno sembra corrispondere a quello trovato sulla lettera.

La verità è l’unica cosa che cercano tutti e può sempre venire a galla, proprio come è successo al caso di Baby Hope.

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