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Gianna Del Gaudio: incertezze sull’arma del delitto, nuove indiscrezioni

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Il cutter trovato in una siepe lo scorso 6 ottobre sarebbe ‘astrattamente compatibile’ con la profonda ferita alla gola di Gianna Del Gaudio. Nuovi accertamenti irripetibili sul frammento di Dna isolato dai Ris.

Sono passati quasi sei mesi dall’omicidio della professoressa Gianna Del Gaudio. Il suo assassino non è ancora stato identificato anche se c’è un indagato a piede libero, il marito Antonio Tizzani. L’uomo si è sempre dichiarato innocente ed estraneo alla vicenda, a suo carico non ci sono forti indizi tranne le contraddizioni nel racconto di quanto accaduto la sera dell’omicidio. I fatti esposti da Tizzani non collimano con quanto ricostruito dagli inquirenti che indagano sul caso. In assenza di elementi concreti di colpevolezza non può essere emesso alcun provvedimento restrittivo nei confronti del marito di Gianna Del Gaudio. Dalla sua parte si è schierato il figlio minore che al settimanale Giallo ha invitato gli inquirenti ad arrestarlo visto che sono certi del fatto che l’assassino sia lui. Sembra infatti che si stia indagano in un’unica direzione, seguendo la pista familiare, così come riporta UrbanPost.

Intanto proseguono le indagini sui reperti trovati nella villetta dell’omicidio e su quella che potrebbe essere l’arma del delitto, il taglierino contenuto in un sacchetto di plastica in cui erano riposti anche dei guanti in lattice. Sulla lama è stata trovata una traccia mista di Dna (sudore o sangue) con il codice genetico della vittima e di Tizzani. La notizia però è stata smentita durante la trasmissione La Vita in Diretta e si attende la conferma da parte della Procura la traccia infatti potrebbe essere stata trasferita da un altro oggetto. Infine pare che il taglierino indicato da tutti come l’arma del delitto è ‘astrattamente compatibile’ con la ferita che ha causato la morte di Gianna Del Gaudio. L’ex professoressa di 63 anni in pensione è stata sgozzata con un fendente al collo dal basso verso l’alto che l’ha uccisa sul colpo. Sulla mano della vittima è stata trovata una ferita che fa pensare che Gianna abbia avuto una colluttazione con l’assassino. Questo particolare è uno di quelli chiave che smentisce Antonio Tizzani secondo cui ad uccidere la moglie sarebbe stato uno sconosciuto incappucciato che si è introdotto nella loro abitazione.

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