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DossierStragi di StatoIl caso Aldo Moro: dopo 37 anni si torna ad indagare
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Il caso Aldo Moro: dopo 37 anni si torna ad indagare

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Sono passati ben 37 anni dall’omicidio di Aldo Moro, e ieri mattina la polizia scientifica si è ritrovata in via Fani per ricostruire la scena del rapimento con attrezzature moderne.

aldo moroAldo Moro, presidente della Dc, la mattina del 16 marzo 1978 si stava recando alla Camera dei Deputati per il voto alla fiducia al Governo Andreotti. Quel giorno, Moro era scortato da due carabinieri (presenti nell’auto di Moro), e da tre poliziotti di scorta. Vennero tutti uccisi, e Moro invece venne rapito proprio in via Fani a Roma. Il gesto venne rivendicato dalle Brigate Rosse.

Gli uomini in divisi uccisi a colpi di arma da fuoco erano: Domenico Ricci, Oreste Leonardi, Raffaele Iozzino, Giulio Rivera e Francesco Zizzi.

La prigionia di Moro durò ben 55 giorni, e in tutto quel periodo lo Stato italiano scelse di mantenere la linea della fermezza. Ciò portò alla sua morte: il 9 maggio 1978, l’allora presidente della Dc venne sottoposto ad un processo politico da parte del Tribunale del Popolo, e condannato a morte.

Le Brigate rosse scrissero un comunicato ufficiale in cui veniva reso noto il “suicidio” di Moro, e allo stesso tempo veniva svelato anche il luogo in cui ritrovare il cadavere. L’uomo, infatti, era stato rinchiuso nel bagagliaio di una Renault 4 rossa.

La fotocopia della lettera autografa di Aldo Moro a Benigno Zaccagnini, e una parte del quarto comunicato delle Brigate rosse vennero ritrovate in un cestino dei rifiuti in via Turati. Durante la prigionia di Moro ci furono numerosi appelli, tra i quali ci fu anche la lettera commovente scritta da Papa Paolo VI.

I rilievi svoltisi ieri mattina vogliono accertare, definitivamente, la dinamica del rapimento. Ad annunciare i nuovi rilievi era stato il vicepresidente della commissione Grassi, il quale aveva ammesso: “Si è scelto di cercare la verità dei fatti attraverso i mezzi che la tecnologia ci mette a disposizione e lungo questa via siamo certi che scopriremo novità rilevanti”. Il prossimo 24 febbraio, poi, è in programma l’audizione dei procuratori Giovanni Salvi e Franco Ionta.

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