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Cold CaseEttore Majorana per la Procura il caso è chiuso, ma troppi dubbi sono da chiarire

Ettore Majorana per la Procura il caso è chiuso, ma troppi dubbi sono da chiarire

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Il caso su Ettore Majorana è ufficialmente chiuso, dallo scorso 2 febbraio. Eppure, le incongruenze che ruotano attorno alla sua misteriosa scomparsa sono ancora tante

Majorana ettoreNon la pensa però in questo modo il procuratore Laviani che, ormai, è convinto che il geniale Ettore Majorana abbia trascorso parte della sua esistenza in Venezuela sotto il falso nome di Bini. Ma ripercorriamo questa vicenda, e cerchiamo di scoprire quali elementi rimangono senza un effettiva spiegazione.

Il giovane Ettore nasce a Catania nel 1906: la sua brillante mente lo porta ad eccellere soprattutto nella matematica. Non a caso, riesce a finire il ginnasio in soli 4 anni, e poco dopo si iscrive ad ingegneria. La sua mente brillante, però, lo conduce rapidamentamente ad un cambio di facoltà, e continua con quella di Fisica. In meno di due anni completò i suoi studi, e si laureò con il massimo dei voti, davanti ad un relatore d’eccellenza: Enrico Fermi.

Ovviamente, la sua brillante mente non viene sprecata, e il giovane Majorana espone teorie interessanti e controverse anche sulle reazioni nucleari, attualmente considerate non molto diverse da quelle che sono alla base della bomba atomica.

Il 25 marzo 1938, Ettore prese un aliscafo con direzione Palermo: il professore appariva depresso, e i suoi colleghi gli consigliarono un breve periodo di riposo. Da quel momento, però, non si ebbero più sue notizie. Tanti affermarono che quella notte, Majorana si gettò dal “postale Napoli-Palermo”, ed annegò nelle fredde acque del tirreno. Altri, invece, lo videro a Roma vestito da barbone.

L’ipotesi del suicidio del giovane fisico fu avvalorato dalla lettera che scrisse prima di imbarcarsi in cui manifestava volontà autolesionistiche. Seppure il giorno dopo invio un telegramma urgente in cui sembrò decisamente nel pieno della ragione affermando che era tutto rientrato e che si sarebbe regolarmente recato all’Università per proseguire le lezioni.

La Procura di Roma dopo la segnalazione di un uomo vissuto in Venezuela, che attraverso la trasmissione Chi l’ha visto, disse di aver conosciuto Ettore Majorana decise di riaprire il caso. Fasani, questo il nome del testimone, affermò di aver conosciuto Ettore Majorana in Venezuela, il fisico si faceva chiamare Signor Bini, e per suffragare la sua testimonianza portò una fotografia che ritraeva proprio lui con il signor Bini. In più affermò Fasani che all’interno della macchina del signor Bini rinvenne una cartolina scritta da Quirino Majorana nel 1920 al collega americano W.G. Conklin .
Nei giorni scorsi si sono chiuse le indagini della Procura di Roma che avrebbero appurato senza nessun ragionevole dubbio che Ettore Majorana sarebbe vissuto in Venezuela, sotto mentite spoglie, ovvero con il nome di Bini intorno agli anni 50. La tesi sarebbe dimostrata sia dallo scatto fotografico risalente al 1955 che ritrae Fasani (il testimone) con il signor Bini, sia dall’autenticità della cartolina vista da Fasani.

Secondo la comparazione effettuata effettuata dai Ris su quella foto non ci sarebbero dubbi: Bini e Majorana sarebbero la stessa persona. Il procuratore Lavinia che ha seguito l’inchiesta, a questo proposito, ha spiegato: “I risultati della comparazione hanno portato alla perfetta sovrapponibilità” dei particolari anatomici di Majorana (fronte, naso zigomi, mento ed orecchio) con quelli del padre”.

Caso chiuso? Forse no, esistono diverse incongruenze che bisogna analizzare.

Il ritovamento della cartolina
Prima di tutto, la modalità di ritrovamento di questa cartolina: è certamente difficile spiegare la presenza di quest’ultima nella macchina di Bini, e a distanza di 30 anni dalla sua effettiva spedizione. Fasani come poteva ricordare mittente e destinatario di una cartolina che aveva visto molto tempo prima? Su questo punto bisogna dire che sembrerebbe che Fasani si sia tenuto quella missiva per poi passarla al fratello e infine sia giunta nelle mani degli inquirenti che hanno condotto l’indagine per la Procura di Roma. Quindi bisogna dare atto che la cartolina esiste ed è autentica. Ma come mai il presunto Ettore Majorana, pur non essendo il destinario della cartolina l’avrebbe avuta? E come mai la conservava tranquillamente nella sua auto? Lui che avrebbe messo su una fuga rocambolesca e pirandelliana per scomparire per sempre?.
Un possibile scenario potrebbe essere quello che il Signor Bini avesse trovato la cartolina in qualche mercatino di cianfrusaglie e l’avesse acquistata per poi millantare la sua ipotetica identità a Fasani che ci avrebbe creduto in totale buonafede avendo visto anche la misteriosa cartolina che ne avvolarava la tesi.

Il mistero della cicatrice

Seppure sembra che Fasani nella sua testimonianza sia autentico e genuino dobbiamo necessiaramente soffermarci su alcuni aspetti non chiari dell’ipotetica identificazione. Ettore Majorana, infatti, aveva una lunga cicatrice sul dorso di una mano che si era provocato in seguito ad un rovinosco incidente stradale. Questo tratto distintivo era stato inserito come segno particolare dagli stessi parenti nella foto “segnaletica” del 1938. Questo particolare, però, non è mai stato menzionato da Fasani che, al contrario, si è sempre soffermato sul carattere di Bini, e non certo sui suoi tratti fisici.
Infine, c’è un tratto distintivo in più mai effettivamente appurato: Majorana aveva un’altra vistosa cicatrice, ed era sulla coscia. Anche questo si può definire come un “regalo” di quello stesso incidente stradale, ma nelle indagini del Ris non si menziona a questo aspetto.
In un luogo come il Venezuela dove è di uso comune l’utilizzo dei calzoni corti per via del tempo, quel particolare anatomico cosi vistoso sarebbe balzato immediatamente alla vista del Fasani, il quale però non ne ha mai parlato nelle sue testimonianze.

Il caso di Ettore Majorana è ufficialmente chiuso, ma tanti dubbi permangono: la verità verrà mai a galla definitivamente?

Per approfondimenti vi rimandiamo a http://www.cartesio-episteme.net/ep8/majoranologia.htm

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