HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiIl caso di Yara Gambirasio: la moglie di Bossetti inizia a dubitare

Il caso di Yara Gambirasio: la moglie di Bossetti inizia a dubitare

di

Fino a qualche mese fa, Marita Comi credeva all’innocenza del marito Massimo Bossetti. Poi qualcosa si è rotto, e i dubbi hanno preso il sopravvento: è stato l’uomo ad uccidere Yara Gambirasio?

massimo-bossettiLe prove, raccolte fino ad oggi, sembrano portare proprio a lui. Il muratore di Mapello, in carcere dal 16 giugno scorso, si è sempre proclamato innocente, ma non è mai riuscito a spiegare cosa ci facessero delle tracce del suo Dna sui leggins e sugli slip della povera Yara.

Marita Comi gli ha sempre creduto, ma il 4 dicembre scorso durante una delle sue visite, gli inquirenti hanno piazzato delle cimici e la loro conversazione è stata piuttosto chiara: Marita gli ha chiesto perchè fosse vicino alla palestra il giorno del delitto. E soprattutto, perchè c’è rimasto per ben tre quarti d’ora.

Massimo Bossetti dice di non ricordare, ma a mano a mano che la moglie lo incalza ammette piccoli particolare, come ad esempio il cellulare. L’uomo si ricorda di averlo avuto scarico. Ed è qui che Marita gli urla la sua verità: “Non mi hai mai detto che cosa hai fatto quella sera! Quel giorno, quella sera. Io non mi ricordo a che ora sei venuto a casa, non mi ricordo”.

Nelle dichiarazioni di Bossetti ci sono tre buchi neri che lui stesso non riesce a chiarire: prima di tutto risulta essere stata emessa una fattura datata 26 novembre per l’acquisto di materiale edile e di un giubbotto presso una ditta a Villa D’Adda. Inoltre, non esiste una ricevuta fiscale del ristorante in cui Bossetti dice di aver pranzato quel giorno. Infine (e forse è il punto pi ùimportante) i dati del traffico telefonico del cellulare di Bossetti, risultano agganciarsi “alle 17.45 dalla cella telefonica di Mapello”, dunque in una zona completamente diversa da quella dichiarata durante gli interrogatori.

Un ulteriore elemento indiziario è stato rivelato da Giovanni Bossetti, il vero padre di Massimo, il quale ha ammesso: “Ritengo giusto informarvi che i giorni del rinvenimento della bambina, mio figlio Massimo, mentre passava da Chignolo d’Isola, ha avvisato mia moglie di quanto stava accadendo chiedendole se volesse raggiungerlo, ma lei ha declinato.”

Infine, la vita di Bossetti non è sicuramente compatibile con quella da lui descritta: Massimo viene dipinto dagli amici come un uomo buono, ma bugiardo e a volte ipocrita. Questo suo atteggiamento gli è valso l’appellativo di “Il Favola”.

Inoltre, lo stesso fratello di Bossetti, Fabio, stenta a credere alla sua innocenza. Subito dopo l’arresto del fratello, mentre aspettava di essere interrogato, ha dichiarato ai parenti: “Perché non ha risposto alle domande del magistrato? Perché si è avvalso? Io se sono innocente dico quello che penso, punto e basta”.

Lascia un commento

Back to Top