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Delitti ItalianiMelania Rea: Parolisi colpevole, ma per la Cassazione non ci fù crudeltà

Melania Rea: Parolisi colpevole, ma per la Cassazione non ci fù crudeltà

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Ormai è certo: il caporalmaggiore dell’esercito Salvatore Parolisi ha ucciso sua moglie Melania Rea perchè oppresso dalla sua relazione extraconiugale. La Cassazione, seppur confermando la colpa, ha chiesto la rideterminazione della pena in quanto manca l’aggravante della crudeltà.

parolisiEra il 18 aprile 2011, quando Salvatore Parolisi e sua moglie Melania Rea si trovavano nel bosco di Ripe Civitella per un pic nic insieme alla figlia di soli 18 mesi. Il caporalmaggiore, però, quel giorno ha ucciso la compagna con 35 coltellate. Il movente? L’oppressione dovuta alla relazione extraconiugale che aveva con una sua allieva.

Nei primi due gradi di appello, Parolisi era stato dichiarato colpevole: in primo grado era stato condannato all’ergastolo, e in secondo grado, il 30 settembre 2013, a 30 di carcere. Oggi la Cassazione ritiene sia necessario un nuovo processo.

Non per stabilire la sua colpevolezza (ormai appurata), ma per rideterminare la pena: l’aggravante della crudeltà, infatti, non è stata riconosciuta, sebbene il sostituto procuratore generale della Cassazione Maria Giuseppina Fodaroni aveva chiesto la conferma della condanna perché “Parolisi ha agito con una violenza inaudita, mentre la figlia di appena 18 mesi era poco distante in macchina, si era infilato in un imbuto senza uscita perchè stretto dalle pressioni della donna con la quale aveva una relazione extraconiugale”.

Nel ricorso presentato dai legali di Parolisi, Walter Biscotti e Nicodemo Gentile, insieme al noto penalista Titta Madia, viene chiesto l’annullamento della sentenza di condanna. In particolare, la Madia ha spiegato come manchi la decisiva testimonianza di Ranelli, ovvero il gestore del chiosco di Colle San Marco.

In aula erano presenti anche il fratello di Melania, Michele Rea, e il padre della donna. La famiglia è assistita dall’avvocato Mauro Gionni, ed ha commentato:”Volevamo sapere chi è l’assassino di mia sorella e ora lo sappiamo in maniera definitiva. Perché anche se è stato deciso un nuovo appello per ridefinire la condanna, Salvatore è giudicato colpevole”.  

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