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Roberta Ragusa: a marzo si terrà l’udienza preliminare

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Antonio Logli e il figlio vengono ritratti in una foto su una moto insieme. E’ il 20 dicembre. I due rimangono per tutto il tempo con il casco.

roberta-ragusa-maritoAntonio, il padre,  viene fermato in portineria. Il figlio invece viene fatto entrare. Di fatto è lui che è stato convocato. Il padre lo accompagna. Il ragazzo deve ritirare il documento che notifica la fissazione dlel’udienza preliminare dove si deciderà se, e quando, avrà luogo il processo del padre, accusato di aver ucciso e distrutto il corpo della madre, Roberta Ragusa.

Il ragazzo esce con il foglio della notifica. Lui compare in cima alla lista delle persone offese, insieme ad altre 16 che potrebbero schierarsi come parte civile: si tratta della sorellina, ma anche degli zii e cucìgini di Roberta Ragusa. E se Logli risultasse colpevole potrebbe pretendere da lui un risarcimento morale e materiale.

L’udienza si terrà il 6 marzo, e per quel giorno si saprà quante persone si costituiranno parte civile: gli zii e i cugini stanno decidendo in questi gioni. Ma per i figli di Roberta la decisione è difficile: in teoria potrebbero presentare memorie e schierarsi contro il padre, ma nulla fa supporre che lo facciano.

E la presenza di Antonio Logli, quella mattina, al fianco del figlio è un atto simbolico a dimostarre che la famiglia in questo momento è compatta. Per la figlia minore, però, deciderà l’avvocato nominato come sua curatrice, mentre il figlio è maggiorenne e deciderà lui.

L’avvocato difensore di Antonio Logli non commenta la notizia, e dice di non voler anticipare la sua linea difensiva. Per lui Roberta è viva, ed ammette che Antonio Logli è innocente ed è sereno.

Il prossimo 6 marzo il giudice per le indagini preliminari deciderà se andare a processo, oppure se non procedere. La decisione sarà presa sulla base delle oltre 10mila pagine prodotte dagli investigatori in questi tre anni di indagini. Inannzitutto, la documentazione relativa alle indagini svolte: l’accusa sostiene che è stato fatto tutto il possibile per trovare Roberta. Viva o morta. E, secondo la procura, Roberta non è scomparsa da sola, e non si è suicidata. Ma proprio perchè di lei non è stato più ritrovato nulla, potrebbe essere stato distrutto il corpo allo scopo di non fornire in modo permanente il ritrovamento.

Tra le fonti di prova ci sono le numerose dichiarazioni raccolte da amiche, e parenti: ognuno di loro aggiunge un tassello alla riproduzione del clima familiare vigente in quei giorni. Ci sono le dichiarazioni di Sara Calzolaio, all’epoca amante di Logli, che per gli inquirenti costituisce il movente del delitto.

C’è la condotta tenuta da Logli subito dopo la scomparsa di Roberta, e in particolar modo la richiesta di distruggere i cellulari dedicati, e la cancellazione delle email scmabiate con Sara. Ci sono, poi, i tabulati telefonici delle conversazioni scambiate la notte della scomparsa, e ci sonole analisi, gli approfondimenti e i filmati. E soprattutto ci sono le dichiarazioni di 4 persone che hanno riferito ciò che è accaduto nella notte tra il 13 e il 14 gennaio.

Si tratta di Loris Gozzi, Silvana Bampiani, Filippo Campisi, e Margherita Latona. Tra loro il testimone chiave è Loris Gozzi: la sua testimonianza è diventata già prova dopo l’incidente probatorio tenutosi un anno e mezzo fa. Fin dal gennaio 2013, ovvero quando inizia a trapelare l’esistenza di un testimone, Antonio Logli inizia ad interessarsi alle sue dichiarazioni in modo quasi ossessivo.

In particolare Logli guarda le puntate di Chi l’ha Visto, e le notizie  apprese suscitano in lui reazioni e passi falsi, a partire da ciò che succede il 23 gennaio, quando la trasmissione mette in onda la notizia che esiste un testimone. In quella puntata viene illustrata la dinamica della testimonianza utilizzando vari disegni che Logli, ironicamente, chiama “cartoni animati”.

Nella ricostruzione non si fa mai riferimento a via Gigli. Eppure, due giorni dopo, il 25 gennaio in compagnia di un collaboratore dell’autoscuole si reca proprio in quella via e con lui fa una verifica di ciò che si può vedere in quella via, e se si riesce a fari spenti. Un particolare, questo, che non è mai stato specificato dalla trasmissione: come faceva a saperlo?

Il punto in via Gigli in cui viene effettuata questa prova è nota agli inquirenti garzie ad un Gps montato proprio sulla macchina di Logli. E laconversazione a bordo viene registrata in seguito ad un’intercettazione ambientale giudicata di estremo interesse dagli inquirenti stessi.

Il 13 marzo viene mandato in onda per la prima volta l’intervista a Loris Gozzi, ed al telefono con Sara inizia a screditarlo dicendo che ha bisogno di soldi. Secondo Antonio Gozzi, il supertestimone direbbe quelle cose solo per notorietà. Infine, parlando con Sara, Logli ipotizza che Roberta potrebbe averla uccisa anche Gozzi.

Il 30 aprile si tiene l’incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni di Gozzi: vi prendono parte, oltre al testimone, anche Logli, il suo avvocato, gli avvocati delle cugine, il pubblico ministero e il procuratore. Quando Antonio torna a casa riferisce a Sara che Gozzi si sarebbe contraddetto più volte, e che sarebbe stato messo in difficoltà dal suo avvocato.

Per Antonio Logli, Loris Gozzi durante l’incidente probatorio è stato confusionario e deludente. Per gli inquirenti,invece, è stato coerente ed ha confermato quanto già detto punto per punto. Da allora sono passati altri 20 mesi, e a marzo accusa e difesa si ritroveranno nuovamente in tribunale per un’altra tappa di questa misteriosa vicenda giudiziaria.

(Fonte Chi l’Ha Visto)

 

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