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Delitti dal mondoIl Kenya e i maratoneti maledetti: storie di atleti perduti

Il Kenya e i maratoneti maledetti: storie di atleti perduti

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Il Kenya è una terra ricca di giovani promesse dell’atletica leggera. Ma è anche un luogo in cui dal successo puoi subito ritrovarti nell’inferno più disperato. O, peggio ancora, coinvolto in morti misteriose.

maratonetiSono tanti gli esemi di maratoneti kenyoti saliti alla ribalta grazie al loro talento, ma misteriosamente deceduti, oppure smarriti lungo la via del successo. Ecco alcuni esempi.

Il più recente è, forse, quello di Samuel Kamau Wanjiru. Il giovane fu il primo maratoneta kenyota a vincere una maratona olimpica. Era Pechino 2008. Il ragazzo poteva bissare il suo successo, ma morì all’età di 24 anni dopo uno strano incidente.

Il 15 maggio 2011, infatti, il maratoneta cadde dal balcone di casa dopo una lite con la compagna. Tra le varie insinuazioni, ci fu quella dell’omicidio. Fino ad oggi non c’erano prove a sostegno di questa tesi, ma gli ultimi sviluppi vanno proprio in questa direzione.

Prima di lui ci furono altri due maratoneti: Wesley Ngetich e Lucas Sang morirono durante gli scontri tribali del gennaio 2008. Harry Rono, invece, era considerato un semidio mezzofondista: dopo aver vinto il primato mondiale su svariate distanze, è finito a vivere come un barbone a New York.

E che dire di Joshua Kimayo, Richard Chelimo (argento a Barcellona ’92 nei 10mila), e Paul Kipkoech (oro mondiale a Roma nel 1987)? Maratoneti kenyoti colpiti dalla stessa maledizione.

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