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NewsIl mistero di Gisella Orrù: perchè Salvatore Pirosu, il suo assassino, è scomparso?

Il mistero di Gisella Orrù: perchè Salvatore Pirosu, il suo assassino, è scomparso?

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Salvatore Pirosu è stato condannato. Era il 1991. Pirosu sconta la sua pena per 16 anni: nel 2008, quando non ha ancora compiuto 60 anni, improvvismanete scompare.

gisella orrùA Carbonia in Sardegna, tutti lo conoscono. Il suo nome è legato ad una delle storie più terribili d’Italia, quella di Gisella Orrù. Se si venisse a scoprire la verità sulla scomparsa di Pirosu, si scoprirebbe forse anche la verità sulla morte della bella Gisella.

Gisella Orrù era una ragazza molto bella, e frequenta il secondo anno di ragoneria: i suoi genitori sono separati, e lei e sua sorella Tiziana sono stati affidati al papà che di lavoro fa il camonista, e spesso è assente. Ad allevare le due bambine ci pensa la nonna paterna, Luigina detta Gina, e che è soprannominata Sergente di ferro.

E’ una donna molto rigida che non concede molti spazi alla sua nipote più grande. A dare una mano alla donna è Salvatore Pirosu, suo vicino di casa ed amico di famiglia che Gisella chiama affettuosamente zio Tore. Ma torniamo alla sera del 28 giugno 1989, quando tutto è cominciato.

E’ mezzanotte passata, la signora Luigina è affacciata al balcone di casa: sta aspettando il rientro di sua nipote Gisella, una ragazza di appena 16 anni. E’ preoccupata e in ansia per il ritardo della nipote. Ed è in quel momento che vede rientrare l’auto di Salvatore Pirosu, il suo vicino di casa.

Luigina  le chiede se ha visto Gisella. Lui risponde di no, ma accetta di accompagnarla in giro a cercarla. Insieme raggiungono la casa del padre (che non abita con loro): Gisella, però, non è nemmeno lì. Il giorno dopo, Luigina riceve una strana telefonata.

Dall’altro capo del telefono una voce femminile avvisa la donna che Gisella avrebbe passato le vacanze con lei e la sua famiglia. In quello stesso momento, anche la nonna materna riceve una telefonata simile. Trascorrono 10 giorni dalla scomparsa di Gisella, quando arriva un’altra telefonata misteriosa: viene fatta ai carabinieri di Carbonia. Una telefonata di tutt’altro tenore.

La voce dichiara il posto in cui Gisella sarebbe stata lasciata: si tratta del pozzo situato nelle campagne di San Giovanni Suergiu. Sul posto arrivano in massa, ma la profondità non consente di vedere il fondo. Così viene calato un sub, e si scorpe che chi ha telefonato ha detto il vero. Laggiù c’è il corpo nudo, e in parte decomposto, di una giovane donna.

Una catenina, e un orologio indosso al cadavere, rendono immediata il riconoscimento: quel corpo senza vita è di Gisella Orrù. Ma chi ha avvisato i carabinieri di quella presenza nel pozzo? Una vedetta ha riferito di aver visto un uomo e una donna, in vespa, scendere e guardarci dentro. Sono stati loro a telefonare? Di certo, quei due non sono passanti.

Da questo momento, il caso di Gisella non è più per una persona scomparsa, ma la ragazza è stata uccisa: chi è stato? Sulla testa della vittima sono state trovate ferite profonde. In paese, nel frattempo, si rincorrono le voci: c’è chi parla di droga, alcol e di festini con la presenza di numerose ragazzine. Agli inquirenti arrivano le voci anche di lettere anonime: nei primi giorni si indaga a 360 gradi.

Tra i primi a finire nel mirino degli inquirenti c’è anche il padre della ragazza. A questo punto arriva  a sorpresa l’ennesima telefonata anonima. La più importante. La voce è sempre quella di una donna misteriosa che, al telefono, dice di aver visto salire Gisella a bordo di una 126 bianca.

Si incomincia a cercare la vettura,e  si scopre che in paese auto di quel tipo ce ne sono di diverse. Ne ha una anche Salvatore Pirosu, il vicino di casa di Gisella, che lei confidenzialmnete chiama zio Tore, e che per sua nonna è quasi come uno di famiglia. Come un figlio.

La nonna, sentita dagli inquirenti, ha ammesso che le sue nipoti molto spesso si rivolgevano a lui per chiedere favori, e che le ragazzine non avevano timori nei suoi confronti. Ma chi è davvero Salvatore Pirosu? L’uomo ha 40 anni, e vive con l’anziana madre (di cui si prende cura) e di cui nutre un timore reverenziale. Vive di piccoli lavoretti. Occasionalmente fa il manovale, ma è la madre che ogni tanto gli mette in tasca qualche soldo.

Solo che Salvatore li spende andando a prostitute. L’uomo viene quindi chiamato in caserma come persona informata sui fatti. Prima di sentirlo i carabinieri vogliono andare a vedere i suoi precedenti: scoprono che l’uomo nel 1969 era stato condannato per lesioni ai danni di una prostituta.

Salvatore Pirosu  risponde alle domande, ma quando gli viene chiesto dov’era quella sera il suo atteggiamento si fa titubante. Alla fine confessa di aver ucciso Gisella: non è stato lui materialmente a farlo, ma ha aiutato il suo complice. Salvatore, quindi, racconta tutto.

La sera del 28 giugno è un auto con un conoscente, Licurgo Floris: stanno seguendo una ragazza da lontano. Ovvero Gisella Orrù. La ragazza non è però sola: è in compagnia di amici. Li saluta, e a quel punto Salvatore Pirosu  la affianca e la convince a salire sulla sua 126. Salvatore si dirige nel punto in cui Floris ha parcheggiato la sua auto rossa. Lì li aspetta uan coppia formata da un uomo e una donna: lei si chiama Gianna Pau, ha 20 anni e fa la prostituta. Lui è Gianpaolo Pintus, un tossicodipendente.

Secondo Pirosu, Gisella conosce bene Gianna: Pirosu si dirige a pochi km dal mare. Floris, con Pintus e Gisella, scendono dall’auto rossa, mentre Pirosu rimane con Gianna a bordo della 126. Gisella si incammina nella boscaglia accompagnata da Floris e Pintus, e qui avrebbe avuto rapporti sessuali con loro.

Ad un certo punto, però, Salvatore sente delle urla e vede Gisella quasi praticamente nuda, inseguita dai due ragazzi. Pochi istanti dopo è ancora Floris ad uscire dalla boscaglia ma senza Gisella: il suo volto è sconvolto, e dice di aver combinato un guaio. Giusella è morta ed è stato lui ad ucciderla: adesso, però, deve sbarazzarsi del cadavere. Ed ha bisogno di lui.

Pirosu e Floris avvolgono Gisella in una coperta e la caricano nel bagagliaio dell’auto rossa. A quel punto, Floris si mette alla guida, e le due auto si allontanano dalla spiaggia. Dopo aver percorso qualche km sulla strada provinciale 75, arrivano in piena campagna fino a che non arrivano al pozzo. Arrivati sul posto, gettano il corpo di Gisella.

Questa è la versione dei fatti ricostruita da Pirosu: l’uomo tira in ballo tre persone. I primi due escono subito di scena, mentre lui e Licurgo Floris verranno condannati dopo tre gradi di giudizio. Pirosu ha 24 anni di reclusione, mentre a Floris ne danno 30.

Tuttavia, ci si domanda perchè Gisella (una brava ragazza a detta di tutti) avrebbe seguito due 40enni, facendo sesso senza mai averli visti prima. E, soprattutto, che legame c’è tra Pirosu e Floris? Sembra, infatti, che Salvatore covasse del rancore nei confronti di Licurgo e di Gianna, per varie prese in giro.

La scomparsa di Pirosu nel 2008 getta nuove ombre su questo caso.

(Fonte Chi L’ha Visto)

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