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DossierIl Mostro di Posillipo: Andrea Rea

Il Mostro di Posillipo: Andrea Rea

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Si è reso responsabile di due efferati omicidi e per questo gli è stato attribuito il nome di “Mostro di Posillipo”. Stiamo parlando di Andrea Rea, ecco la sua storia

Andrea Rea nasce a Napoli nel 1956. Apparentemente è un ragazzo normale, studioso con una famiglia di ceto borghese in quanto suo padre è un ingegnere edile.

Si laurea in Filosofia con il massimo dei voti fino a quando avviene un episodio nella sua vita che gli esperti considerano come un punto chiave: la morte del fratello Antonio, che si pensa possa esser stata la causa del suo istinto violento nei confronti delle donne.

E così si macchia di alcune inquietanti azioni tra cui stupri e omicidi. Nel 1983, Andrea viene arrestato per violenza sessuale nei confronti di una giovane turista finlandese a Ischia.

Dopo questo episodio i genitori decidono di chiudere l’uomo in una casa di cura dove si pensa conosca la sua prima vittima, Anna Bisanti, napoletana di 27 anni.

La notte di Natale dello stesso anno Andrea Rea convince la donna a salire nella sua auto. Qui , la uccide con un coltello, mette il cadavere in un sacco e lo getta in mare.

Questo omicidio sarà confessato da lui stesso visto che il corpo della donna non sarà mai ritrovato.

4 anni dopo il Mostro di Posillipo si macchia di un altro stupro a Napoli nei confronti di un’ amica. Passano due anni e il 3 settembre 1989 Rea compie il suo omicidio più efferato ai danni di una tossicodipendente 38 enne impiegata del Comune di Napoli conosciuta in una clinica dove la donna era ricoverata per disintossicarsi.

Il Mostro di Posillipo dopo essersi diretto alla casa della donna, tenta di violentarla, quindi le lega le mani dietro alla schiena, le tappa la bocca con un cerotto, la stende sul letto e le morde il collo come un vampiro, finendola poi a colpi di arma da taglio.
Dopodiché fa a pezzi il cadavere utilizzando un coltello da prosciutto, poi lo sistema in una valigia e lo carica sul proprio motorino, per portarlo in una spiaggia di Marechiaro dove lo abbandona.

A casa della vittima però Andrea inconsapevolmente lascia numerosi indizi, come il coltello, il suo orologio, il diario, alcune impronte digitali e soprattutto una lista contenente probabilmente i nomi delle sue prossime vittime.

Gli inquirenti si mettono immediatamente sulle sue tracce ma intanto il Mostro di Posillipo è riuscito a fuggire in Francia, a Nizza dove viene individuato e arrestato in stato confusionale da alcuni poliziotti.

Portato in carcere viene dichiarato schizofrenico, paranoico e incapace di intendere e di volere e così viene fatto internare in un manicomio giudiziario.

Viene condannato a 15 anni di carcere, 10 per il secondo omicidio e 5 per il primo che lui stesso confesserà davanti agli investigatori.

Rinchiuso nell’ospedale giudiziario “Filippo Saporito” di Aversa il 23 febbraio 2003 usufruendo di un permesso premio per via del suo comportamento impeccabile, invece di andare a trovare i suoi genitori prende un treno per Milano e scappa. La sua fuga dura meno di 48 ore perché viene riconosciuto da un carabiniere e nuovamente arrestato. Ora si trova nel carcere di San Vittore, nella sezione speciale del reparto di infermeria.

 

 

 

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