HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
NewsIl rapimento di Anna e Giorgio Bulgari: noi siamo stati lasciati soli

Il rapimento di Anna e Giorgio Bulgari: noi siamo stati lasciati soli

di

Greta e Vanessa sono state rilasciate dopo un’estenuante trattativa tra lo Servizi segreti e i sequestratori, e dopo un presunto pagamento di riscatto. Anna e Giorgio Bulgari, invece, vennero rapiti nel 1983, e rilasciati solo grazie alla forza di una delle figlie. Ecco la loro storia.

anna-bulgari-e-giorgioE’ il 19 novembre 1983: Anna Bulgari e il marito Franco stanno rientrando nella tenuta ad Aprilia. Hanno le borse della spesa in mano, e una volta scesi dall’auto vengono subito fermati da tre uomini armati. Pensano ad uno scherzo, ma non sarà così.

Nella notte, Anna viene rinchiusa nel bagagliaio dell’auto, e il figlio Giorgio siede in mezzo ai rapitori. La richiesta di riscatto è molto alta: 3 miliardi entro il 15 dicembre. Poi, taglieranno l’orecchio o il dito di qualcuno. La cifra, entro Natale, arriva a 4 miliardi.

Laura, all’epoca, viveva a New York, e faceva l’avvocato. Appena tornata a casa inizia subito a trattare con i rapitori, ma capisce che c’è ben poco da discutere: quelle persone vogliono chiudere la situazione entro poche settimane. E non c’è margine di sconti…o di trattative.

E’ qui che Laura, mentre racconta la storia della sua famiglia, parla degli aiuti ricevuti: “…negoziai in totale solitudine. Non ricevetti alcuna telefonata né dal presidente del Consiglio, Bettino Craxi, né dal ministro dell’Interno, che era Oscar Luigi Scalfaro. Solo i carabinieri si dimostrarono molto competenti e anche dotati di grande umanità. Quando sento che per la liberazione di quelle due ragazze, Greta e Vanessa, a trattare sono stati i nostri servizi segreti e a pagare sarebbe stato addirittura lo Stato, sono assalita da rabbia mista a disgusto. Noi fummo lasciati soli. E da subito”.

Il 17 dicembre, la famiglia Bulgari non ha ancora pagato il riscatto e si ritrova in mano una busta misteriosa: al suo interno era stato recapitato l’orecchio di Giorgio. Laura capisce subito che non c’è più tempo: la famiglia trova i soldi richiesti, e due amici li portano al punto d’incontro prefissato.

Laura, però, prima di confermare il riscatto pone una domanda ad uno dei rapitori: “Ho la tua parola d’onore che libererai i miei cari?” Quelle parole devono aver avuto l’effetto desiderato: l’onore, per alcuni uomini, vale come la vita. Anna e Giorgio vengono liberati la notte di Natale.

Sono stremati: Anna ha i piedi solcati dalle piaghe (li facevano camminare nei boschi), mentre l’orecchio tagliato di Giorgio gli ha portato una forte infezione. Mamma e figlio, però, sono salvi. E tutto questo è merito della figlia Laura che, senza l’aiuto dello Stato, è riuscita a portarli a casa.

Laura, infatti, sottolinea: “…li abbiamo riportati a casa. Noi, da soli, con i nostri soldi. Noi, vorrei dire, italiani di serie B. Quelli che lo Stato non ha aiutato”.

Lascia un commento

Back to Top