HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoJack Unterweger: il serial killer di prostitute che si era dato all’arte della scrittura

Jack Unterweger: il serial killer di prostitute che si era dato all’arte della scrittura

di

Jack Unterweger è un intellettuale di bell’aspetto e con un sorriso contagioso a cui nessuno riesce a resistere, nemmeno le prostitute che sono rimaste vittima della sua follia omicida. In ogni città che ha visitato ha lasciato la sua firma. A tradirlo è stato un capello trovato nella sua auto.

Jack UnterwegerJack Unterweger si è presentato alla polizia austriaca come inviato della Orf, per cui sta realizzando un programma radiofonico di inchiesta sulle morti delle prostitute che hanno sconvolto l’Austria. Si qualifica come esperto, in quanto sua zia, una prostituta, era stata uccisa da un cliente, e grazie a lei conosceva i rischi del mestiere più antico del mondo.

Riavvolgiamo il nastro per inquadrare meglio il contesto storico in cui ha agito il serial killer. Ci troviamo a Vienna dove nel 1991 sono state trovate 6 prostitute, barbaramente uccise. La mano del killer è la medesima, per il capo della polizia non vi sono dubbi: tutte le vittime sono state strangolate. Il servizio di Jack Unterweger intitolato “La paura nel quartiere a luci rosse” riscuote in discreto successo e la moglie del comandante della polizia Edelbacher, riconosce in Jack Unterweger l’autore del libro che ha riscosso così tanto successo.

Jack Unterweger era stato condannato per aver ucciso una ragazza e ha espiato i suoi peccati mettendo tutto nero su bianco. Jack Unterweger è perseguitato dalla sfortuna, non ha mai conosciuto il padre, la madre lo affida al nonno e a 15 anni riesce a scappare via, rifugiandosi dalla zia prostituta, uccisa da un cliente. A 16 anni Jack Unterweger viene arrestato per aver aggredito una prostituta, tornato in libertà non smette di dare il tormento a queste donne, rapinandole e aggredendole dopo una prestazione sessuale che rifiuta sempre di pagare. Nel 1974 uccide una studentessa tedesca di 18 anni con la complicità di una sua amica prostituta che lo denuncia alla polizia. Ai giudici spiega che rivedeva nella ragazza la madre, per questo l’ha colpita a morte. La perizia psichiatrica stabilisce che è un criminale incurabile, per questo viene condannato all’ergastolo.

In cella Jack Unterweger si “redime”, da analfabeta che era, impara a leggere e a scrivere. I suoi componimenti poetici e le opere teatrali riscuotono successo anche fuori dalle mura del carcere. “Purgatorio: un viaggio nel carcere” è la sua opera più famosa che diventa un best seller. Un comitato di intellettuali, capeggiato da Elfriede Jelinek decide di muoversi per ottenere la scarcerazione di Jack Unterweger. Secondo loro l’arte redime gli uomini e dopo 15 anni, “Il poeta prigioniero” riesce ad ottenere la grazia. Il commissario austriaco inizia ad indagare e vede molti punti in comune tra Jack Unterweger e lo strangolatore viennese, scopre inoltre che in tutte le città che lo avevano ospitato, si erano verificati omicidi di prostitute strangolate con i collant. Decide di contattare il poliziotto che aveva arrestato Jack Unterweger 17 anni prima, anche lui è convinto che il serial killer sia tornato in azione. Intanto il “giornalista” viene mandato in California per scrivere la storia di “Night stalker”, un killer che ha ucciso 14 persone in una notte. Jack Unterweger fa la spola tra l’Austria e l’America, nel frattempo la polizia continua ad avere pesanti sospetti e lo interroga. L’intellettuale decide di chiedere aiuto ai suoi amici perché si sente perseguitato.

Quando la scientifica analizza la vecchia auto che Jack Unterweger aveva venduto per disfarsi delle prove, viene trovato un capello, appartenuto ad una delle vittime. La polizia trova altri indizi ma Jack Unterweger è già fuggito via. Si rifugia a Miami, ma l’Fbi riesce a trovarlo e lo arresta. Jack Unterweger viene accusato di 11 omicidi, la giuria lo condanna all’ergastolo per 9 e lo assolve per 2. Non accetta la sentenza e la stessa notte si impicca in cella con una corda rudimentale fatta con i lacci delle scarpe e l’elastico dei pantaloni della tuta.

Lascia un commento

Back to Top