HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti dal mondoNewsJamshaid Khan, condannato per l’omicidio della moglie: lei scoprì le sue chat erotiche

Jamshaid Khan, condannato per l’omicidio della moglie: lei scoprì le sue chat erotiche

di

Jamshaid KhanJamshaid Khan, 30 anni, ha ucciso la moglie, Milena Yulianova, perchè lo aveva accusato di aver chattato con altre donne su Facebook. L’uomo è stato ritenuto colpevole dell’omicidio e potrebbe essere condannato al carcere a vita

L’ha selvaggiamente accoltellata dopo un litigio in cui la sua donna lo aveva accusato di aver avuto con altre delle chat erotiche: Jamshaid Khan dopo 15 mesi dal matrimonio ha ucciso la moglie nella loro casa di Forest Gate, nell’East London.

Secondo quanto pubblicato dal sito Leggilo.net, il fatto è avvenuto il 28 gennaio scorso ma solo nelle ultime ore l’assassino di Milena è stato ritenuto colpevole e definito dagli esperti un “manipolatore che vuole avere tutto sotto controllo”.

Quelle chat avrebbero fatto esplodere la gelosia di Milena che si era sentita probabilmente offesa anche dai termini utilizzati da Jamshaid Khan per descriverla ad altre donne. E’ dopo aver scoperto il tutto che sarebbe iniziata la lite tra i due coniugi terminata in un atroce delitto.

Jamshaid Khan durante il processo ha sostenuto che la donna avesse nascosto dietro la schiena un coltello da cucina e che lui avrebbe quindi agito per difendersi. Durante la lotta l’uomo avrebbe tentato di impadronirsi di quel coltello che avrebbe poi utilizzato per uccidere Milena.

Dopo aver colpito la donna al petto e al braccio, l’uomo sarebbe uscito per strada con le mani completamente sporche di sangue e avrebbe chiesto aiuto confessando di aver accoltellato la moglie. Insieme ad alcuni passati avrebbe poi tentato di salvare la vita alla donna che purtroppo è deceduta quello stesso giorno presso il Newham General Hospital.

Nessuno avrebbe creduto alle parole di Jamshaid Khan che più volte avrebbe ribadito di essersi soltanto difeso: “Io invece penso che lo ha fatto in preda alla rabbia perché la moglie non era riuscita ad aiutarlo ad ottenere il visto di soggiorno in questo paese”. Per gli esperti, è dunque bastato poco per far scoppiare la rabbia dell’uomo che potrebbe essere condannato all’ergastolo.

Lascia un commento

Back to Top