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NewsJudy van Niekerk: un infanzia negli orrori

Judy van Niekerk: un infanzia negli orrori

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La storia di Judy van Niekerk è raccapricciante; un incubo iniziato quando aveva solo sei anni, piccola e indifesa non ha potuto ribellarsi a un destino spaventoso durato quasi tutta la vita.

Per Judy, ora 46enne originaria di Londra, è stato un vero viaggio all’inferno, infatti Noah Walsh, suo padre le ha fatto del male giorno dopo giorno. Judy ha dichiarato in una lunga intervista rilasciata ad un magazine inglese che: ”Quasi tutte le persone hanno dei bellissimi ricordi della propria infanzia e adolescenza: quelli che ho con mio padre Noah sono di diversa natura da una parte ci sono quelli in cui  mi insegna a nuotare e ai nostri  picnic insieme, dall’altra ho anche dei ricordi terribili“.

Per molto tempo Judy van Niekerk ha subito violenze sia fisiche che verbali, ed anche moltissimi abusi sessuali che hanno portato a diversi aborti, uno di questi provocato da suo padre Noah con agghiacciante cinismo e fredda lucidità. Le sofferenze patite da Judy sono anche dovute al fatto che la madre scappò da casa due volte.

Judy era appena una bambina di sei anni quando la madre la abbandonò per la prima volta,  ritornò quando ne aveva 10 forse in preda al rimorso, ma nel frattempo Noah Walsh il marito aveva già ottenuto la custodia della piccola Judy e dei suoi cinque fratelli. Gli abusi erano già iniziati.

Il racconto di Judy van Niekerk diventa sempre più angosciante sembra la trama di un film horror: “Mio padre era diventato cattivo ed ostile con mia madre, la offendeva in continuazione le diceva che era una persona inutile e spesso la malmenava. Io ero diventata la sua donna e prendevo il posto di mia madre ogni qual volta che lei si allontanava. La mia adolescenza avrei dovuta trascorrerla sui banchi di una scuola, ma mio padre non mi lasciava andare, diceva che avevo le faccende di casa da sbrigare. Mi dovevo alzare presto, rassettare la casa, preparare da mangiare. In casa la vita era molto dura e i vestiti dovevo lavarli tutti a mano, in casa infatti non possedevamo neanche una lavatrice. Avevo appena 6 anni quando mio padre iniziò ad abusare di me, questa situazione mi confuse molto e mi ritrovai spaesata. I lavori di casa diventavano sempre più pesanti, e quando ero troppo stanca mio padre prendeva dei lunghi coltelli da cucina e mi minacciava, così la sera ero costretta ad assecondare le sue terribili voglie”.

Un giorno Walsh in una delle sue imprese vigliacche contro la figlia, afferò Judy e gli sferrò un colpo al petto tanto forte da mandarla in ospedale. Rischiò anche di morire; poi Judy fu obbligata a sostenere che si fosse procurata da sola quell’ematoma. Il racconto contiua e diventa sempre più sconvolgente: “Mio padre mi accusò anche di essere la rappresentazione vivente del diavolo e che aveva  fatto degli enormi sacrifici nella sua vita solo ed esclusivamente per il mio bene. Continuava a minacciarmi di uccidermi se non avessi cambiato il mio approccio verso i suoi abusi. Decidemmo di cambiare casa, in questo modo ci isolammo e nessun vicino poteva più sapere cosa succedeva tra di noi. Abbandonai così la scuola, e non ho mai più potuto confidarmi con nessuno”.

Judy van Niekerk era un adolescente ma ogni sera doveva essere lì pronta ad attendere il padre come fosse suo marito, in tribunale lo stesso padre dichiarò: “Io e mia figlia Judy eravamo come moglie e marito“.

Gli intensi rapporti sessuali ai quali Judy van Niekerk era sottoposta porteranno a diverse gravidanze, ed ad altrettanti aborti, l’ultimo dei quali provocato dal padre; ecco cosa ha raccontato la poveretta: “Mi sentivo talmente sola e disperata che avevo il pensiero fisso di portare a termine la gravidanza, in questo modo avrei avuto qualcuno con cui parlare, ma mio padre non voleva assolutamente che la gente parlasse di noi così anche questa volta volle farmi abortire. Tentò con un pugno fortissimo allo stomaco poi mi obbligava a frequenti bagni di acqua bollente”.

I maltrattamenti continui e le violenze diventano sempre più pressanti tanto che Judy non regge più e decide di scappare. Ha 20 anni quando arriva in Sud Africa dove conosce un ragazzo di nome Tiny che diventerà poi suo marito che gli dà la forza di denunciare. Così il padre Walsh viene arrestato nel 2000. Nonostante le accuse erano molto dettagliate e ben circoscritte e nonostante le testimonianze ritenute affidabili dei vicini, Noah Walsh si accolla solo tre tentativi di stupro e alcuni atti osceni, il tribunale lo condanna a 30 anni.

Qualche anno dopo Judy viene contatta dalle autorità perchè il padre affetto da cancro è in fin di vita; la bontà e la pazienza di questa giovane donna non conoscono limiti; Judy accoglie la richiesta e va a trovare il padre morente: “Ho capito che dovevo dirgli che ero gli grata per tutto quello che mi aveva insegnato…a nuotare, e a essere forte. Ho avuto paura all’inizio, ma la paura si è sciolta via, appena l’ho guardato negli occhi, era devastato dal cancro e fragile. Odiavo vederlo soffrire e lui era contento di vedermi; gli dissi “Ti amo” e lui lo ha detto a me. Dopo la sua morte ero triste. Era nonostante tutto ancora mio padre. Mi ha fatto piacere vederlo un’ultima volta. Ho avuto amore completo e compassione per lui , e alla fine ero in pace.”

Fonti
http://www.dailymail.co.uk/femail/article-2931150/Treated-wife-SIX-shot-forced-undergo-home-abortions-Inspirational-survivor-told-abusive-father-loved-him.html
http://www.cosmopolitan.co.uk/reports/news/a33090/judy-van-niekerk-horrifying-story-dad-rape-abortion/
https://www.judyvanniekerk.com/

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