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Killer in corsia: dopo Daniela Poggiali, arrestata un’altra infermiera assassina

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infermiera Fausta BoninoDaniela Poggiali e Angelo Stazzi sono due degli infermieri killer scoperti e condannati all’ergastolo per aver provocato la morte di alcuni pazienti. Dopo di loro è stata scoperta un’altra infermiera assassina

Dopo l’arresto e la condanna a vita di Daniela Poggiali, nelle ultime ore è finita in manette un’altra infermiera killer. Si tratta di Fausta Bonino, 55 anni, che lavorava presso il reparto di Anestesia e Rianimazione dell’ospedale di Piombino. La donna è stata accusata di aver ucciso 13 pazienti con dosi letali di eparina, farmaco anticoagulante. Quasi nessuna delle vittime, ricoverate per problemi risolvibili, avrebbe dovuto assumere quel farmaco, Fausta Bonino avrebbe dunque causato volontariamente la morte di 13 pazienti, tra i 60 e gli 88 anni, tutti morti per emorragia.

I dubbi sono sorti quando l’infermiera killer è stata trasferita in un altro reparto. Dopo il trasferimento, nel suo vecchio reparto il tasso di mortalità è calato dell’8%. E’ così che sono scattate le indagini e le manette per la donna, arrestata poco dopo essere tornata da una vacanza con il marito.

“Siamo esterrefatti di quanto accaduto nel reparto – ha dichiarato uno dei medici colleghi di Fausta Bonino – Da circa un anno cercavamo una spiegazione medico-scientifica ai decessi che per emorragia avvenivano senza un motivo plausibile apparente. Invece, oggi viene accusata una nostra infermiera che da 30 anni lavora in questo ospedale e che ha sempre svolto ottimamente il suo lavoro. Non capivamo cosa potesse aver causato quelle morti, così anomale, abbiamo avviato anche dei consulti con specialisti di altre città e verificato la più ampia letteratura scientifica possibile che ci aiutasse a dare una spiegazione razionale. Non avremmo mai potuto immaginare che quelle morti potrebbero aver avuto una causa di questo tipo”.

Anche il ministro della Salute, Beatrice Lorenzin, ha commentato quanto accaduto: “Le notizie che trapelano descrivono una pratica agghiacciante, orrenda. Il mio ringraziamento particolare va ai Carabinieri del Nas che l’hanno arrestata. Nella classifica degli orrori stavolta abbiamo raggiunto una delle vette commesse dalla miseria umana. L’episodio mette in evidenza ancora una volta la necessità di una tutela particolare per le persone anziane e più fragili che alle strutture sanitarie affidano la loro esistenza”.

Fonte: www.lanazione.it – www.lastampa.it

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