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Via Muratori

Il killer di Via Muratori

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Davanti ai giudici di Milano l’assassino di Via Muratoriha messo nero su bianco la mappa del suo blitz.

Chi ha deciso di assistere a tutti e cinque gli interrogatori ha persino giurato di non aver mai avuto alcun minimo pentimento o rimborso.Via Muratori

Assolutamente.

Con un accento calabrese, Mario Mafodda, 55 anni, di cui 25 trascorsi dentro una cella, ha davanti a sé un futuro decisamente nero.

Difficilmente riuscirà a scampare al carcere a vita.

È reo confesso per l’omicidio che la sera del 10 settembre di due anni fa, ha scosso la città.
Via Muratori, ore 20: due cadaveri di un uomo e di una donna sono sul marciapiede.

Poco distante, le urla elevate e distrutte di una bambina di solo un anno e mezzo che interrompono la tranquillità della zona, animata da locali alla moda e happy hour rumorosi.

Proprio lui, ha confessato Mafodda al pubblico ministero Elio Ramondini e agli uomini della omicidi della Mobile, ad aver sparato quella sera.

Dopo ben dodici mesi di indagini accurate e tecniche, gli agenti hanno arrestato i ue killer nell’autunno scorso.

Il 25 settembre, durante il suo primo interrogatorio, Mafodda inizia il verbale così: “Ho ammazzato assieme a Carmine Alvaro lo Spelta Massimiliano (da me conosciuto come “Max”, ho appreso il suo cognome dai giornali), e la sua donna Carolina”.

Molto freddo, distaccato, il cinquantacinquenne di Palmi, ha preso di petto come un tour de force di faccia a faccia senza mai deconcentrarsi.

Quando si è verificato di cadere in contraddizione, ripensa a quanto successo nella preparazione dell’agguato, riflette e risponde, preciso e puntuale.

Gli inquirenti sono molto attenti e cauti in quanto gli devono contestare il duplice omicidio di Spelta e della compagna dominicana, Carolina Ortiz.

Ma non bastano lo incalzano per avere maggiori dettagli, preparano il prossimo futuro, preparano la strada a un dibattimento senza sorprese.

Così il film dell’agguato prende decisamente forma.

Presenti un magistrato, tre funzionari della squadra mobile, l’avvocato dell’indagato e due addetti alla verbalizzazione.

 

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