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L’ omicidio del dottor Colturani

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Il dottor Colturani è vittima di 4 rapinatori, che lo uccidono soffocandolo: si tratta dei 4 moldavi alla sbarra in Corte di Assise?

Sabato 3 maggio è andata in onda la nuova puntata della trasmissione Un giorno in pretura, dedicata al processo a carico di quattro moldavi che sono stati accusati di essere gli artefici della rapina e dell’omicidio a danno del dottor Colturani, ginecologo 64enne milanese. Colturani

La Corte di Assise di Milano dovrà pertanto stabilire, se sono loro a poter essersi introdotti in casa dell’uomo, trovando nel sonno lui e suo figlio.

 Il dottor Colturani, immobilizzato venne quindi soffocato dai rapinatori che lo imbavagliano.

È il 13 novembre 2007 quando Luca, il figlio della vittima, viene svegliato da qualcuno che apre la porta della sua camera.

Il ragazzo accende la luce e ha davanti due sconosciuti.

Pochi secondi e gli arriva un pugno in volto, gli viene messo un piumone sulla testa e ancora picchiato.

 Il ragazzo poi viene imbavagliato con del nastro adesivo per evitare che continui a urlare.

È proprio Luca che  racconta in aula dell’accaduto, ai giudici della Corte di Assise, l’orrore di quella notte.

Si sente così che ci sono altre persone in casa che hanno immobilizzato il padre.

Quando tutto è finito e i rapinatori se ne sono andati, Luca corre verso suo padre che è però già morto, soffocato da del nastro adesivo su naso e bocca.

Il ragazzo chiama i soccorsi ma non c’è più nulla da fare.

Partono subito le indagini dei carabinieri: nessuna serratura è stata forzata.

I rapinatori avevano le chiavi, ma non una copia, ma proprio quelladi riserva che si trovavano da sempre nell’ingresso dell’appartamento.

La cassaforte è stata portata via con tutti i gioielli, molti quadri e del denaro contante.

Luca racconta  che i rapinatori sono andati a colpo sicuro nei cassetti dove lui e suo padre tenevano i soldi.

Anche da questo, oltre che dalla questione delle chiavi di casa, i carabinieri deducono che certamente la banda aveva un basista.

Di qui poi la scoperta della basista colf e dei 3 aggressori moldavi poi arrestati e condannati.

 

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