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Luisa Bonello: il mistero sulla sua morte, si tratta di suicidio oppure omicidio?

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Cosa potrebbe essere accaduto nella notte tra il 18 e il 19  settembre in casa di Luisa Bonello? Forse nell’animo turbato della donna si sono all’improvviso manifestati istinti suicidi, tali da puntarsi la pistola alla bocca? In apparenza non aveva  motivi per farlo: così riferiscono tutti coloro che la conoscevano bene, e che l’hanno sentita per telefono quasi fino a mezzanotte.

luisabonello-In più la Bonello era tutta presa sui suoi progetti, e dalle tante cose da fare. Ma per gli inquirenti l’unica ipotesi che  sembra stare in piedi è solo quella del suicidio. E sulle indagini per la morte della donna, nei giorni scorsi ci sono state importanti novità. Quella che fa più scalpore riguarda l’arresto di Alberto Bonvicini. Ma non per motivi riconducibili alla morte della Bonello (anche se lui è uno dei personaggi principali legati all’inchiesta).

L’uomo, infatti,  sembra posssa aver abusato di un certo stato di fragilità psicologica della Bonello per  farsi prestare una congrua cifra: ben 70 mila euro. E quei soldi non gli servivano per qualcosa di impellente, ma per andare in giro con una Lamborghini del costo di circa 500 mila euro. L’arresto di Bonvicini, però, è un altro: il poliziotto sarebbe stato accusato di truffa ai danni dello stato per aver ricevuto retribuzioni non dovute. E nel timore che potesse adoperarsi per inquinare le prove, la procura di Savona ha chiesto le misure cautelari.

L’altra novità è che per ribadire la validità dell’ipotesi suicidaria, la procura di Savona ha aggiunto l’avviso di garanzia contro due medici. Uno dei quali è l’ex marito, i quali sarebbero accusati di omicidio colposo. In pratica i medici non sarebbero riusciti ad impedire il suicidio della Bonello, impedendole di acquistare armi in uno stato di alterato stato psichico che l’avrebbe portata a spararsi. Ma è andata proprio così?

Luisa Bonello è una fervente cattolica di Savona che si prodiga per i bisognosi e si batte per la giustizia e la verità. E’ un medico di base, e grazie al cospicuo patrimonio ereditato dai suoi può permettersi di aiutare chi è in difficoltà e di impegnarsi nel volontariato sia in Italia che all’estero.

La mattina del 20 settembre, Luisa dovrebbe partire alle prime luci dell’alba per la Romania, dove è in contatto con persone indigenti, e dove gestisce saltuariamente un ambulatorio medico a titolo gratuito. Ha già comprato regali per tutti, soprattutto per i bambini che lei adora.  Ma fra il 18 e il 19 settembre (proprio il giorno prima della sua partenza) la donna muore.

Un colpo di pistola in bocca nel cuore della notte, e la sua vita piena di interessi, iniziative di voglia di lottare per il bene della collettività, si chiude in modo violento, brutale. Si tratta di suicidio, o di omicidio? Dopo aver scoperto il volto sfigurato, e il corpo privo di vita, il suo ex marito fugge in preda al panico. Ha terrore!

Gli inquirenti, che sul momento non escludono nessuna ipotesi, lo sottopongono alla prova dello stab, che serve a scoprire se sulle mani del sospettato ci siano tracce di polvere da sparo. L’uomo risulta pulito: non ha sparato lui. Nel frattempo, gli uomini dell’arma scientifica hanno disposto vari elementi che portano tutti ad un’unica pista: il suicidio.

E dopo oltre due mesi, l’ipotesi rimane la medesima. Tra i ferventi sostenitori dell’ipotesi opposta (cioè dell’impossibilità che la donna si sia tolta la volta di sua iniziativa) ci sono tuttele persone che meglio la  conoscevano, vale a dire il suo ex marito, la sua giovane amica e le altre amiche, Francesco Zanardi (che si batte contro la pedofilia del clero), il sacerdote Don Giovanni Lupino che condanna la pedofilia  del clero, e chiede interventi pesanti da parte del Vescovo. Per ultimi non credono alla tesi del suicidio nemmeno chi gli ha venduto la pistola, e tutti i vicini di casa.

Luisa per tutta la vita era stata molto devota e pensava di tutelare la chiesa cattolica, adoperandosi per difenere la curia dalle accuse mosse da personaggi che accusavano di pedofilia. Nel 2010, quindi, si era presentata davanti ai due più importanti accusatori: Francesco Zanardi eDon Giovanni Lupini, e aveva cercato di guadagnarsi la loro fiducia per carpire informazioni da riferire ai vertici della curia.

I due uomini non si fidarono subito di lei: avevano il sentore che la donna stesse facendo il doppio gioco. E’ importante ricordare come in quell’epoca la chiesa era scossa dal problema della pedofilia, così diffuso nel clero. Luisa Bonello vuole proprio adoperarsi per risovere il problema.

In data 30 marzo scrive la sua prima email con Zanardi, e da lì inizia la sua conoscenza di questo “mondo”. Scopre così tante storie, documentate, assai gravi. Infatti, proprio in quegli anni, la procura di Savona servendosi di quei dossier e di testimoni cominciava a raccogliere prove, e ad istituire procedimenti nei confronti di preti pedofili. Il problema principale, però, restava la prescrizione, ed è per questo che molti reati non venivano puniti.

Luisa Bonello, però, è una cattolica privilegiata: ha infatti, la possibilità di somministrare la carestia, ma nel tempo i suoi rapporti si deteriorano, e le viene revocata l’autorizzazione di svolgere la funzione di ministro del culto. Nel frattempo esce dalla massoneria di Savona, dalla quale non vuole condividere più le scelte.

Si dedica, invece, sempre di più al volontariato, ma soprattutto comincia a sparare a zero sulla curia. Ma si sente poco ascoltata: decide, quindi, di andare  aRoma e arriva fino al Papa. Tornando a casa si sente finalmente contenta, e ascoltata. In effetti per una felice coincidenza l’azione di Papa Francesco si fa più incisiva, in particolare in Liguria.

Nel frattempo frequenta Alberto,ma nel tempo Luisa inizia a pensare che Bonvicini la stia curando per conto di qualcuno. Perde fiducia nell’uomo, e lo confida anche a Zanardi. Quella tragica notte, Luisa si spara un colpo in bocca.

 (Fonte Chi l’Ha Visto)

 

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