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Delitti ItalianiLa morte di Elena Ceste: e se Michele Buoninconti avesse premeditato tutto?

La morte di Elena Ceste: e se Michele Buoninconti avesse premeditato tutto?

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E’ il 24 gennaio 2014, e mancano pochi minuti alle 9 del mattino. La campagna tra Costigliole e Isola D’Asti è avvolta dalla nebbia. Una peugeot bianca avanza sulla strada sterrata, e giunta davanti al fosso si ferma: un uomo scende, e tira fuori con tutta la sua forza qualcosa di lungo e voluminoso avvolto in un telo. C’è il corpo di Elena Ceste dentro quel telo.

elena-cesteL’uomo ha assassinato la sventurata donna una dozzina di minuti prima, ed ora trascina il corpo giù nel fossato dove scorre il rio Mersa. Il letto del torrente, quella mattina, non era largo come oggi.

Quella mattina, sul fondo del fosso c’è solo un piccolo rigagnolo, tanta vegetazione acquatica e soprattutto tanto fango. Dunque, è qui che quella mattina l’assasino cala il corpo di Elena Ceste, poi si curva in avanti ed entra nel cunicolo trascinandosi il corpo della sventurata donna.

Una volta uscito dall’altra parte, l’uomo libera il  corpo dal pelo che lo avvolge, lo deposita nel fossato: le gambe a monte, e la testa a valle. La testa e il corpo affondati nell’acqua e fangosa. Sarà questa, per  9 lunghi mesi, la tomba liquida  e fangosa di Elena Ceste.

Il corpo non verrà mai spostato da lì: è questo quello che emerge dagli esami. Nè da interventi umani, nè dall’ingrossamento della corrente causata dalle piogge. Per gli inquirenti quella appena esposta potrebbe essere una ricostruzione attendibili dell’occultamento del corpo di Elena Ceste.

Lo stesso corpo ritrovato il 18 ottobre scorso, durante alcuni lavori di bonifica del rio Mersa, effettuati dal comune di Isola D’Asti, dopo 12 anni di incuria. Un ritrovamento del tutto casuale. Una volta ritrovato il corpo, però, il puzzle delle indagini si è ricomposto. E gli inquirenti hanno trovato anche il nome del colpevole, il marito Michele Buoninconti che giovedì 29 gennaio è stato arrestato.

I 4 figli sono stati affidati ai nonni materni, e sono andati ad abitare con loro nella casa di campagna di Govone. Almeno per  ora, Michele non potrà vedere i figli. Una tragedia terribile che ha sconvolto la vita di tante persone, ed ha shockato l’opinione pubblica.

Gli inquirenti sono giunti all’arresto di Michele basandosi su tre elementi: i tabulati telefonici, le riprese delle telecamere e le dichiarazioni di alcuni testimoni. I magistrati di Asti hanno stabilito che Michele Buoninconti, quella mattina, tornando a casa alle 8.43 dopo aver accompagnato i propri figli a scuola, ha avuto una dozzina di minuti per uccidere la moglie, e caricare il corpo nudo sulla peugeot bianca.

E all’incirca 6-7 minuti per raggiungere il rio Mersa, occultare il corpo e tornare indietro. “I tempi sono troppo stretti” – ha dichiarato subito l’avvocato Girola, difensore d’ufficio di Michele Buoninconti – “Soprattutto quelli che riguardano l’occultamento del cadavere. In così poco tempo non si possono fare tutte quelle cose”.

Ed è così che prima ancora del seppellimento della disgraziata  Elena, sono cominciate ad affiorare le schermaglie tra le parti, iniziate in un modo singolare. I fatti, sembra suggerire l’avvocato Girola, sembrano essersi svolti in modo assai diverso da come lo hanno descritto gli inqurienti.

Dunque, l’avvocatessa ha richiesto un incidente probatorio, ovvero ha chiesto l’autorizzazione ad effettuare nel rio Mersa, un esperimento che lei definisce “irripetibile”. Comunque, l’incidente probatorio è stato autorizzato dal magistrato, e la mattina del 5 febbraio (in un’atmosfera alquanto surreale) intorno al rio Mersa era tutto pronto per l’esperimento.

Purtroppo, la povera Elena Ceste è dovuta ricomparire sotto forma di manichino. L’esperimento consisteva nel nascondere nuovamente dentro il fosso, nel punto esatto del ritrovamento, un manichino con le sembianze di Elena Ceste, cioè con la sua stessa altezza (160 cm), e con il suo stesso peso (55 kg circa), verificando quanto tempo occorreva per  effettuare questa operazione, e verificando se una volta nascosto il corpo era possibile scorgerlo dalla riva.

Solo che ad un certo punto, il povero manichino  di Elena ha iniziato a perdere pezzi, e poi si è messo a nevicare forte, e l’esperimento è stato sospeso. Nevicava anche al funerale di Elena, quella vera, che si è celebrato sabato 7 febbario nella chiesa parrocchiale di Govone.

La neve non ha impedito a tanta gente comune di stringersi attorno ai parenti di Elena. E Michele? L’uomo ha fatto richiesta di poter partecipare ai funerali della moglie, ma è stata respinta. Ciò nonostante Michele Buoninconti ha partecipato lo stesso, e lo ha fatto in prima fila: “E’ mancata all’affetto dei suoi cari Elena Ceste.Ne danno il triste annuncio: il marito, i figli, la mamma Lucia, il papà Franco,la sorella Daniela, il cognato Danilo, nipoti e parenti tutti”.

E’ scritto così sui manifesti funebri appesi a Govone. L’uomo accusato dai magistrati diaver ucciso Elena, ne annuncia la tragica morte. A Costigliole corre voce che sia stato Michele a predisporre nei minimi dettagli il funerale della donna, prima di essere arrestato. Sarà vero?

Comunque, durante la cerimonia funebre, pare che Michele si sia ritirato nella cappella del carcere di Asti, ed abbia recitato salmi in memoria di Elena. Nel corso della perquisizione della casa, effettuata subito dopo l’arresto, sarebbero state trovate delle lettere scritte da Michele ad Elena nei mesi in cui lei era ancora una donna scomparsa, e non uno scheletro immerso nel rio Mersa.

In quelle lettere Michele manifesterebbe la sua preoccupazione, per la sua assenza: sono davvero singolari queste lettere di Michele. Anche perchè alcune risalgono al mese di aprile, ovvero nel periodo in cui Elena non è stata ancora ritrovata.

Michele, nonostante il tanto declamato dolore, intreccia una relazione con una donna che abita vicino a Costigliole, ma la donna stessa tronca la storia sul nascere. Michele, però, non si da’ per vinto e conosce Teresa. I loro scambi di sms sono stati resi noti: la donna sognava già un futuro insieme a lui.

Se Michele palpita per la moglie Elena, perchè allora va in cerca di altre donne?

(Fonte Chi l’Ha Visto?)

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