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NewsLa morte di Ilaria Alpi: ecco le dichiarazioni di Jelle

La morte di Ilaria Alpi: ecco le dichiarazioni di Jelle

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Jelle è irreperibile per l’Italia da più di 10 anni. L’uomo si trova nel Regno Unito, ed è stato trovato grazie ad un ragazzo e alla mediazione della comunità somala.

ilaria-alpiPiù volte Jelle ha chiamato numero di telefono, luoghi e e frequentazioni, ma alla fine è stato trovato. Jelle ha ammesso che, in realtà, non era presente quando la giornalista Ilaria Alpi è stata uccisa. Nonostante lui abbia ammesso il contrario 13 anni prima.

Dunque, Jelle in cambio di soldi avrebbe dovuto fare un nome: un responsabile colpevole della morte di Ilaria e del suo operatore. Ma chi gli ha chiesto di mentire? La persona interessata è l’Ambasciatore Cassini. Ma chi è quest’uomo?

Ambasciatore, consigliere dell’ambiente, nel 1996 viene mandato in Somalia come capo delegazione con il compito di tentare la pacificazione tra i vari clan. Ma non solo: l’allora vice presidente, chiede all’ambasciatore di cercare informazioni sulla morte di Ilaria Alpi.

Ed ecco che spunta un reato (la rapina), un testimone (Jelle) e un colpevole (Hashi). L’ambasciatore ha incontrato la giornalista di Chi l’Ha Visto, ed ha rimandato al mittente le accuse, dimostrando come siano stato dati soldi a Jelle solo in forma ufficiale, ovvero per il volo, il soggiorno e la protezione.

Ma dalla procura, poi, arriva una precisazione: ad accusare Hashi non c’è solo Jelle, ma anche una seconda persona. Non solo: Jelle non si identifica con le foto della procura, e parla di uan dinamica dell’omicidio diversa da come è stata raccontata.

Eppure, quel giorno e in quel determinato momento, c’era un’altra persona: l’autista di Ilaria. Da subito, dice di non aver visto gli assassini, e di non aver visto nessuno. Lo dice davanti al gip, e poi torna in Somalia. In quello stessomomento, in quel paese, scoppia un terribile scandalo relativo alle torture a cittadini inermi da parte di soldati italiani. E’ l’ambasciatore Cassini, in collaborazione con un gruppo di avvocati somali, che deve stilare i nomi delle vittime.

E Hashi, insieme ad un altro gruppo di somali, viene portato in Italia per testimoniare. E l’autista di Ilaria cosa c’entra in questa storia? Il somalo dice di essere stato invitato dall’ambasciatore Cassini in Italia, e di esserci andato. Anche questa accusa viene rimandata al mittente.

Ciò che risulta strano è che alle ore 20, l’autista dice di non ricordare chi ha sparato ad Ilaria, ma “casualmente” alle 22.30 lo ricorda. Il mistero sulla morte di Ilaria Alpi,nonostante gli anni,  si fa semre più fitto. Jelle, infatti,ha dichiarato che la giornalista Rai aveva scoperto un traffico illegale di riufiuti.

(Fonte Chi l’Ha Visto?)

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