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Delitti ItalianiContinua il mistero sulla morte di Luigi Tenco: fu suicidio o omicidio?

Continua il mistero sulla morte di Luigi Tenco: fu suicidio o omicidio?

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Solamente 28 anni, un colpo  di pistola alla tempia e un biglietto d’addio. Luigi Tenco è voluto uscire di scena in modo così provocatorio, e proprio durante il Festival di Sanremo: si è veramente trattato di un suicidio? O c’è dell’altro?

tencoDa quasi 50 anni la morte di Luigi Tenco continua  ad alimentare dubbi, e una nuova ricostruzione (effettuata da un giovane criminologo) farebbe emergere un’altra verità. La domanda è solo una: a sparare è stata veramente la sua mano?

Secondo il criminologo Pasquale Ragone no. Ma torniamo indietro: Luigi Tenco è un giovane cantautore che ha deciso di trasferirsi dalla Liguria a Roma per farsi conoscere al grande pubblico. E’ in questo periodo che la casa discografica Rca decide di fargli fare il grande salto, e di farlo partecipare al festival di Sanremo.

La canzone con cui gareggerà l’ha scritta lu, e si chiama “Ciao amore ciao”. Ma per puntare alla vittoria bisogna presentarlo con una cantante nazional-popolare più conosciuta. La scelta ricade su Dalida. Dovrebbe essere solo un sodalizio artistico, ma l’intesa tra i due è immediata.

In realtà, l’esistenza di quel ragazzo che stava avendo tutto dalla vita viene turbata da qualcosa: se ne accorgono il produttore Paolo Dossena e un alto funzionario della sua casa discografica, ai quali il cantautore genovese chiede di guidare la sua macchina tra Roma e Sanremo.

Durante un posto di blocco, Dossena aprì il cruscotto e trovò una pistola. Tenco si giustificò sul possesso dell’arma ammettendo di avere paura, in quanto qualcuno aveva cercato di ucciderlo per tre volte. Ma chi era questa persona, e perchè voleva fargli del male?

A questa domanda, Luigi Tenco non ha mai voluto dare una risposta. Le ultime 5 ore di Tenco, sono state le più drammatiche. Quando sale sul palco è visibilmemte teso, e il video di quella serata è scomparso dagli archivi della Rai. Tra il 26 e il 27 gennaio 1967, il festival di Sanremo è appena terminato e i funzionari dell’Rca hanno prenotato un tavolo in un ristorante della città.

Tenco accompagna Dalida, ma non si ferma a mangiare. Sfreccia impazzito verso l’hotel. Da questo momento in poi inizia il buio sulle sue ultime ore. Mentre Dalida e i produttori Rca stanno mangiando, arriva una telefonata al ristorante: qualcuno vuole parlare con la cantante.

Dalida scopre in questo modo che Luigi Tenco è morto. Ma chi ha chiamato dall’albergo? Questo è il primo mistero. Tra i primi a dare l’allarme c’è anche Lucio Dalla che, in quei giorni, aveva la camera vicino al cantante. Quando Dalida arriva all’hotel è ormai tardi.

Luigi è esanime  a terra, mentre Dalida urla come un’ossessa richiamando l’attenzione di tutti. I funzionari Rca, entrati nella stanza, non vedono nè il biglietto di addio, nè tanto meno la pistola. Sembra, però, che anche gli inquirenti inizialmente non trovino nulla.

Nonostante tutte queste incongruenze, la morte di Luigi Tenco viene archiviata rapidamente come suicidio. Sul cadavere non viene effettuata nessuna autopsia. Non solo: il corpo alle 3.30 del mattino viene velocemente fatto sparire dall’hotel e portato nella camera mortuaria di un paese vicino, ancora prima di effettuare i rilievi. Ma solo un’ora dopo viene ritrasportato all’hotel per effettuare le foto di rito dei rilievi scientifici.

Si ricrea la scena, ed è in questo momento che esce fuori sia la pistola che il messaggio. Chi condusse  le indagini fu Arrigo Molinari, commissario capo ed appartenente alla loggia massonica P2. Il 29 febbraio  2004, Molinari intervenne ad una puntata di Domenica In, giustificando le sue “mancanze” come un impedimento ad investigare da parte di qualcuno. Ma chi? Un altro mistero irrisolto.

A settembre 2005 la procura di Sanremo apre un fascicolo sulla morte di Luigi Tenco, e la salma viene riesumata. Viene anche effettuata, per la prima volta, l’autopsia sul corpo e il primo esame a cui viene sottoposto è quello dello stab, per accertare la presenza di polvere da sparo sulle mani.

Il risultato è molto incerto. E il caso viene archiviato definitivamente come suicidio nel 2009. Eppure, le incongruenze non mancano: il bossolo ritrovato nella stanza è differente, proprio come la pistola (le immagini testimoniano questa incongruenza). E perchè nessuno ha sentito il colpo di arma da fuoco?

(Fonte Chi l’Ha Visto?)

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