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Cold CaseSandra Casagrande, il delitto della pasticciera: chi l’ha uccisa?

Sandra Casagrande, il delitto della pasticciera: chi l’ha uccisa?

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La sera del 29 gennaio 1991 Sandra Casagrande viene uccisa con 22 coltellate. Un omicidio efferato che verrà ricordato come il “delitto della pasticcera”.

sandra casagrandeSiamo agli inizi degli anni’90, e Roncade è un piccolo centro del trevigiano ad un passo da Venezia e dalle spiagge. La pasticceria Due Torri, in via Roma 93, è conosciuta non solo per i suoi dolci, ma soprattutto per la sua proprietaria: una vedova di 43 anni, bella ed indipendente.

Sandra è bella, sensuale ed ha tanti corteggiatori. Ma non è solo questo: è una donna che si è sposata giovanissima, ma che non ha avuto figli, nonostante desiderasse tanto essere madre. Dopo la morte del marito, Sandra prende in mano le redini della pasticceria: si alza all’alba e, se necessario, rincasa tardi.

Una vita difficile, ma che non le ha mai fatto perdere la gioia. Sandra, però, nonostante la sua bellezza non è di sicuro dai costumi facili. Questa sua forte indipendenza, e sicurezza, fa paura al paese. Soprattutto alle donne che la guardano con sospetto.

Eppure, in questa storia c’è già un piccolo scheletro nell’armadio: Sandra viene vista con sospetto dalle altre donne anche per un altro motivo. La 43enne, da circa due anni, aveva una storia con un certo Tony: un uomo sposato.

Sandra ama le cose belle: le piace vestirsi bene, ed ama i gioielli. Tony, il suo amante, cerca di soddisfare tutti i suoi desideri. La sente come la sua donna, e non si preoccupa di nasscondere la sua relazione: nel piccolo centro, tutti sanno tutto di tutti. Mormorano, ma fanno finta di niente.

Possibile che solo la moglie di Tony sia all’oscuro della storia? E anche le loro figlie fanno finta di non sapere dove vada il padre appena esce di casa? L’uomo vede spesso Sandra, sia durante il giorno che di sera. La raggiunge passando dal retro.

Apparentemente il loro è un bel rapporto, ma c’è un “ma”: Tony è molto geloso di Sandra, e le regala sempre rose gialle. L’uomo è molto infastidito al solo pensiero dei numerosi uomini che girano intorno alla sua amata. Sandra scherza con le amiche, e usa la sua ironia per prendere con leggerezza la sua situazione, e per tenere lontano gli uomini.

A Roncade, Sandra Casagrande fa gola a tanti. Ma per qualcuno sta diventando una vera ossessione. Arriviamo al 22 gennaio, il giorno del suo compleanno: Sandra riceve un mazzo di rose gialle. Ma non c’è nessun biglietto: tutti pensano che sia stato il suo Tony, ma lei ha dei dubbi.

E’ il 29 gennaio 1991, è un martedì sera: fa freddo e i portici di via Roma sembrano deserti. Sono le 20.40: l’ultimo cliente esce dalla pasticceria. La giornata lavorativa di Sandra è finita. Per tornare a csaa le basta salire una rampa di scale.

Sandra accende la stufa, e prepara la vasca per fare un bagno caldo. In camera da letto si legge una dedica sullo specchio. “Ti amo tanto. T.”. T., come il suo amante Toni. La televisione è accesa, e in cucina la caffettiera è pronta per essere accesa. Sul tavolo, Sandra ha sistemato due tazzine, e la zuccheriera. Come se aspettasse qualcuno.

Quella sera chi sta spettando? Il suo Tony? Mentre l’acqua riempie la vasca, Sandra sente il campanello della pasticceria suonare: non può essere Tony, lui passa sempre dal retro. Chi può essere: un cliente? Sicuramente, qualcuno che la conosce bene, e che sa che Sandra è disposta ad aprire il negozio anche ai ritardatari.

Quella sera, la donna apre a qualcuno che conosce molto bene, perchè chiude l’acqua della vasca (lasciandola così a metà), e scende ad aprire in ciabatte. E’ un dettaglio importante, perchè lei non aprirebbe mai a chiunque in quelle condizioni.

Chiunque sia, le ordina 25 pasticcini. La donna mentre glieli sta preparando viene aggredita: la persona gli spacca in testa una bottiglia. Lei cade a terra tramortita. Le sfila poi il maglione. Sandra cerca di rianirmarsi e prova ad urlare, ed è allora che gli spinge in bocca una fascia reggitende.

A questo punto, l’assassino comincia  a colpirla ripetutamente ovunque: dal torace al collo, lasciando intatto solo il suo seno. Quelle coltellate vengono inflitte con così tanta rabbia che il coltello si spacca in tre parti. La furia dell’omicida però non si esaurisce, e l’uomo afferra una forbice  e continua la sua opera.

Alla fine, verranno contati 22 colpi. Il delitto viene scoperto verso le 23 di sera di quel 29 gennaio. Ciò che ricordano subito le persone che, per prime, accorsero in pasticceria, è l’odore acre del sangue.

Il primo a scoprire il corpo fu Zeno, un amico di Sandra: verso le 22.45, esce dal suo negozio e camminando vede le luci accese della pasticceria. Entrando per salutarla ha subito notato le macchie di sangue. Chi l’ha acoltellata? E se fosse stata una donna a farlo?

Tra tutte c’è la moglie di Tony: lei  avrebbe avuto tutti i motivi per odiarla. In fondo, da due anni, suo marito aveva una relazione extra coniugale proprio con lei. Eppure, improvvisamnete, tutti i sospetti si dileguano: il medico legale, infatti, dichiara che le coltellate sono state inferte con una forza simile a quella di un uomo.

L’ora della morte viene fissata tra le 22 e le 22.30 del 29 gennaio 1991. E’ subito evidente che la donna è stata vittima di un omicidio passionale, ma non premeditato. Chi l’ha aggredita ha utilizzato per ucciderla ciò ha trovato nella pasticceria. Non solo: l’assassino si è lavato le mani nel lavandino di casa, ed ha lasciato dna e chiazze di sangue ovunque.

Il dna viene isolato, e non c’è dubbio: è di un uomo. Inoltre, abbandona le armi del delitto su di uno scatolone: forse, preso dal sopravvento, ha avuto paura di essere scoperto. Ma perchè dopo 24 anni questo delitto è ancora irrisolto? Secondo le prime ricostruzioni, inizialmente le indagini sarebbero state fatte in modo frettoloso ed approssimativo. Inoltre c’è un dubbio: possibile che, a quell’ora, non ci sia stato nessuno ad aver visto il delitto?

Emerge che quella sera, due ragazzi notano un uomo passeggiare vicino ad una macchina bianca proprio nei pressi della pasticceria. Lo vedono atraversare la strada e dirigersi verso la pasticceria. Un ragazzo di 17 anni, in quel momento, vede un uomo:  è rosso in viso, zoppica vistosamente e per camminare usa un bastone.

Tra loro c’è l’assassino, oppure qualcuno ha visto chi è realmente stato? L’unico a dire qualcosa è un uomo che porta le bibite casa per casa: non va dagli inquirenti, ma si avvicina alla famiglia di Sandra. Insomma, l’uomo riferisce che il padre sa tutta la verità,  ma la dirà solo prima di morire.

Le telecamere di Chi l’Ha Visto l’hanno rintracciato, ed è emerso (dalle sue parole) che chi ha ucciso Sandra la conosceva sì molto bene, proprio perchè erano complici nella morte del defunto Luciano Vio, ovvero il marito della donna.

Luciano venne ritrovato morto annegato in un fiume vicino a Roncade: era il 1980. Le indagini stabilirono che si trattò di suicidio. Perchè allora, quest’uomo è convinto che sia stato assassinato? In realtà, la morte di Luciano resta avvolta da un alone di mistero.

Il marito della pasticcera, infatti, era noto per la sua bravura come nuotatore.  Inoltre, qundo venne ripescato, gli inquirenti notarono subito le mani legate: è un modo strano per suicidarsi. Cos’è successo, allora? La settimana prossima scopriremo gli ultimi agghiaccianti dettagli.

(Fonte Chi l’Ha Visto?)

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