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Delitti ItalianiAlfredo Giacon: un registratore registra le sue grida prima di essere ucciso
delitto Alfredo Giacon

Alfredo Giacon: un registratore registra le sue grida prima di essere ucciso

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La moglie di Alfredo Giacon, ucciso il 4 maggio scorso, aveva nascosto un piccolo registratore nella portiera dell’auto per scoprire cosa facesse il marito di sera. Così è stato smascherato l’omicida

delitto Alfredo GiaconLa verità di quel delitto è in un registratore e ha consentito agli inquirenti di arrivare alla soluzione. E così è stato arrestato il colpevole dell’assassinio di Alfredo Giacon, 72enne barista padovano in pensione che era stato trovato morto sull’argine del fiume Brenta il 4 maggio scorso.

La moglie dell’uomo, insospettita dal fatto che lui con regolarità la sera la lasciasse a casa per avere incontri occasionali di natura omosessuale, aveva nascosto nella tasca della portiera della sua Opel Astra un piccolo registratore che ha permesso di individuare sia l’ora esatta del delitto (tramite l’ascolto di una trasmissione radiofonica che l’uomo stava ascoltando, sia soprattutto di individuare il colpevole in Samir Muzzin, fermato per omicidio volontario e rapina.

Nel registratore si sente chiaramente la voce della vittima, appena fuori dalla sua macchina macchina che grida prima di essere colpito. Muzzin aveva incontrato Giacon in quel posto, avevano bevuto una birra insieme ma davanti alle richieste di sesso dell’uomo lo aveva affrontato e ucciso, probabilmente con una pietra o una mazzetta, con diversi colpi alla testa e alla nuca.

In più Muzzin aveva frugato nell’auto, come si sente sempre nella registrazione, e rubato il portafogli dell’uomo oltre al suo cellulare. Resta però ancora un dubbio di chiarire, perché Giacon non è moprto subito e il suo corpo è stato spostato, ma Muzzin non è mai più tornato in quel luogo. Ecco perché si sospetta abbia avuto un complice, tanto che il pm incaricato dell’indagine ha fatto sequestrare le scarpe usate dal padre e dal fratello del giovane.

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