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Delitti dal mondoLa storia di Chris Kyle, il vero American Sniper da cui è stato tratto il film campione di incassi

La storia di Chris Kyle, il vero American Sniper da cui è stato tratto il film campione di incassi

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Chris Kyle era lo sniper: in soli 1000 giorni di missione ha ucciso 255 nemici. Il film che ha sbancato tutti i botteghini e ha fatto incetta di premi, è stato ispirato dalla storia vera del cecchino più pericoloso. Un giorno, Eddie Ray Routh, reduce dei marini gli ha sparato alle spalle, uccidendolo, ed è fuggito con il suo furgone. Per il legali non ci sono dubbi: la sua mente era deviata dalla guerra.

chris kyleLa nostra redazione non va in ferie, oggi però abbiamo deciso di rispolverare alcuni vecchi casi di delitti e misteri sia italiani che stranieri. Il primo di cui ci occuperemo ha ispirato un film, campione di incassi. Chris Kyle era l’american sniper più letale della storia dell’esercito americano. Secondo il Pentagono ha ucciso 160 nemici durante la sua missione in Iraq, anche se lui era convinto di aver centrato il bersaglio almeno 255 volte. Aveva partecipato a quattro missioni nella sua carriera ed era riuscito a tornare a casa sempre sano e salvo. Purtroppo il destino in certi casi è davvero beffardo e ha voluto che Chris Kyle trovasse la morte proprio a casa, in Texas.

Chris Kyle aveva deciso di aiutare i veterani in difficoltà, tormentati dai demoni della guerra e proprio uno di loro, Eddie Ray Routh, lo ha sparato, uccidendolo. Kyle ha scritto un’autobiografia che ha ispirato Clint Eastwood. Mancava solo parte finale nel manoscritto, che è stata aggiunta dopo che la storia di Chris Kyle ha scosso gli americani. Da ragazzo sognava di lavorare nei ranch, come cowboy ma è nella marina militare americana che trova il suo far west. Nel 2003 arriva la prima missione nel Golfo Persico e nella sua carriera, che decide di interrompere nel 2009 su richiesta della famiglia, riceve ben 7 medaglie al valore.

Chris Kyle ha sofferto molto, come gli altri marine, ma lui è riuscito a guarire. Non ha mai sparato perché gli piaceva farlo, ma solo per obbedire agli ordini dei superiori. Considerava i soldati americani dei ragazzoni che avevano firmato un assegno in bianco al popolo americano, la cui cifra spesso ha il valore della loro vita. Un giorno Kyle viene fermato dalla segretaria della scuola dei suoi ragazzi che gli chiede aiuto per il figlio, appena rientrato dalla guerra: Eddie Ray Routh. È stato in missione in Iraq poi nel 2010 ha estratto cadevari rimasti intrappolati sotto le macerie ad Haiti. Gli incubi lo tormentano e tenta persino il suicidio, per questo viene ricoverato in una struttura adeguata ma viene rilasciato dopo soli 3 mesi. Ma non è affatto così, poco dopo infatti minaccia una strage. Torna a casa dopo una settimana.

La mattina del 2 febbraio 2013, Chris Kyle decide di incontrare Eddie Ray Routh insieme a Chad Littlefield, anche lui ex marine. American Sniper fa appena in tempo ad inviare un messaggio a sua moglie, avvertendola che qualcosa non stava andando per il verso giusto. Eddie Ray Routh impugna una pistola e spara 6 colpi letali, poi fugge a bordo del pick-up di Kyle. Il giorno dopo viene arrestato e confessa gli omicidi e il processo contro di lui si è trasformato in un caso mediatico senza precedenti. L’America è divisa: per l’accusa Routh è un criminale e deve essere condannato all’ergastolo, per la difesa la sua psiche è devastata dalla guerra. Il verdetto finale è arrivato a febbraio di quest’anno e per Routh si sono aperte le porte del carcere a vita senza diritto di chiedere la libertà condizionata.

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