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La storia e l’omicidio di Rajmonda Zefi

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Questa è la storia di Rajmonda Zefi, una ragazza arrivata dall’Albania con la speranza di un futuro migliore ed assassinata dal marito nel 2010

Rajmonda ZefiIl 7 gennaio del 2010, in un bosco vicino Viareggio in Toscana, i carabinieri ritrovano il corpo senza vita di una ragazza di 30 anni.
Ad assassinare Rajmonda Zefi è stato suo marito sette giorni prima.
Rajmonda Zefi aveva sposato un uomo italiano ma con lui era profondamente infelice, quando ha provato a lasciarlo, sentendosi abbandonato, lui l’ha uccisa.
Tutto inizia otto anni prima a Viareggio, quando Rajmonda Zefi e Antonio Quinci si incontrano la prima volta in un locale. Rajmonda Zefi è lì con le sue amiche, e bella com’è non passa inosservata.  Purtroppo quell’incontro sarà l’inizio di un viaggio senza ritorno.

Rajmonda Zefi nasce a Lezhe in Albania nel 1980, è la terza di tre figli, il papà fa l’autista di camion, la mamma lavora nei campi. Quelli sono anni duri per l’Albania e la sua gente e anche la famiglia di Rajmonda Zefi è travolta dalla crisi e dalla caduta del regime. I fratelli di Rajmonda Zefi, in quel periodo, come molti giovani albanesi decidono di lasciare il paese e venire in Italia. Kleidi, il fratello maggiore di Rajmonda Zefi il 7 agosto del 1991 a 16 anni scappa di casa e si imbarca su un peschereccio diretto in Italia. E dopo ore lunghissime di navigazione alla fine sbarca in Puglia.  Ad aiutare Kleidi sono due ragazze conosciute per caso e insieme alle
rispettive famiglie si prenderanno cura di lui regalandogli soldi, vestiti e sigarette. Dalla Puglia Kleidi si trasferisce a Viareggio che è la città dove vive Antonio Quinci, l’uomo che diciannove anni dopo ucciderà Rajmonda Zefi.

Antonio QuinciAntonio Quinci è il secondo di tre figli e lavora come marmista nell’azienda di famiglia e nel corso degli anni diventa talmente bravo nel suo mestiere che nella zona tutti lo chiamano Il Maestro. E’ un uomo dalla vita tranquilla anche se un po’ schivo.

Otto anni dopo l’arrivo dei suo fratelli maggiori nel 1999 in Italia sbarca anche Rajmonda Zefi, ha appena diciannove anni. Raggiunge i fratelli che lavorano a Viareggio ed immediatamente trova lavoro come badante presso una signora anziana.
Rajmonda Zefi mostra subito, nonostante la sua giovane età, una grande forza e una grande energia. Per Rajmonda Zefi la vita italiana è una grande scoperta inizia a frequentare la movida viareggina ed è proprio in una serata tra amiche in discoteca che conosce Antonio Quinci.  Quella serata passata in un locale di Lido di Camaiore e quell’incontro cambierà per sempre la sua vita.

Dopo pochi mesi dall’inizio della loro storia d’amore Rajmonda Zefi rimane incinta e con Antonio Quinci decidono di sposarsi ed informano subito le rispettive famiglie. E così il 30 marzo del 2002 Rajmonda Zefi  sposa Antonio Quinci, i suoi fratelli le sono accanto in quel giorno speciale.

Rajmonda ZefiDal matrimonio nascono due bambini, un maschietto ed una femminuccia, Rajmonda Zefi è una mamma felice e si occupa con dedizione e costanza. Rajmonda Zefi aiuta anche suo marito nell’azienda di famiglia e non si risparmia neanche sui lavori più duri. Grazie ai sacrifici Rajmonda Zefi e Antonio Quinci riescono ad acquistare una casa più grande, una villetta in campagna. Antonio Quinci invita i fratelli di Rajmonda Zefi a lasciare la casa dove vivono in affitto e ad abitare con loro in cambio chiede di contribuire alle spese del mutuo. Ma alla fine i fratelli di Rajmonda Zefi si ritrovano a pagare una cifra superiore rispetto a quella che pagavano per l’affitto ed in più scoprono che la villetta è intestata solo ad Antonio Quinci e non a lui e a Rajmonda Zefi.

Con la nascita dei bambini anche per la decisione di Antonio, Rajmonda smette di lavorare per fare la mamma a tempo pieno, crescere i bambini la riempie di gioia per questo dedica tutto il suo tempo e tutta le sue energie. Ma dopo un po’ di anni, quella vita sempre chiusa nella villetta la fa sentire sola.
Alle amiche Rajmonda Zefi racconta che Antonio si dedica solo al lavoro, poco ai bambini e per niente a lei, e questo la fa sentire molto trascurata, è una donna giovane e le piacerebbe che il marito le dedicasse più attenzioni.

In realtà il clima fra loro è cambiato, non è più quello felice dell’inizio tanto che basta poco per litigare, e Rajmonda Zefi rinfaccia spesso ad Antonio di essere un
marito assente.
Rajmonda Zefi si distacca sempre di più dal marito perché non si sente più amata, le discussioni diventano sempre più frequenti e alle scene di violenza assistono anche i suoi fratelli.  A causa di quel clima teso i fratelli di Rajmonda Zefi decidono di lasciare la villetta e di andare a vivere da un altra parte.

villettaI genitori di Rajmonda Zefi decidono in quel periodo di trasferirsi definitivamente in Italia per stare più vicini ai tre figli, cosi Rajmonda per festeggiare organizza un pranzo a casa e la mamma l’aiuta nei preparativi.

Antonio vieta al fratello Kledi di entrare in casa perché non ha digerito il fatto che durante la convivenza non abbia pagato l’affitto degli ultimi due mesi. La lite finisce male, Rajmonda Zefi provando a fermare il marito che aveva un coltello in mano si ferisce ad una mano. Dopo la minaccia fatta da Antonio a Kledi, Rajmonda Zefi si impaurisce e inizia a sentirsi in pericolo, cosi un giorno va in cucina e nasconde tutti i coltelli più grandi, ha paura che Antonio possa avere un altro scatto. Rajmonda Zefi cerca di sminuire la situazione con i fratelli ma si confida con le amiche, ormai nel suo matrimonio non c’è più niente da salvare.

E’ il 2008 quando Rajmonda Zefi inizia a pensare alla separazione, sono passati sei anni dal giorno del suo matrimonio ed eccetto i primi tempi sono stati anni di sofferenza, prima si sentiva una moglie trascurata, ora si sente una donna non amata. Cosi prende una decisione, non dormirà più con Antonio.
La coppia di sposi si allontano sempre di più, ognuno è chiuso nel suo mondo, Antonio non vuole uscire con Rajmonda ma si ingelosisce se lei esce da sola, cosi quando la vede prepararsi per una serata va su tutte le furie.

Dopo la litigata , Antonio fa credere di sentirsi male ma questo non ferma Rajmonda che esce lo stesso.
Ad ottobre 2010, dopo otto anni di matrimonio Rajmonda Zefi rende concreta la sua decisione di separazione va da un avvocato per avviare le pratiche di divorzio ma quando lo comunica alla madre, lei le manifesta tutto il suo disaccordo.
Per la mamma e i fratelli è impossibile accettare la realtà di un divorzio, la loro mentalità e la loro tradizione non glielo permette, cosi Rajmonda Zefi interrompe ogni rapporto con la madre e si rifugia nel rapporto con le amiche, le uniche persone da cui si sente capita, intanto Antonio inizia a seguirla ogni volta che esce.
Antonio non si rassegna all’idea di perdere la moglie, così la pedina ovunque vada ma Rajmonda Zefi le urla che non prova più nulla per lui e per questo ognuno deve fare la propria vita, inizia così a sospettare che la moglie si sia innamorata di un altro uomo.

Perdere Rajmonda Zefi significherebbe veder crollare il matrimonio e la famiglia e per questo Antonio implora la suocera affinché convinca la figlia a rivedere la sua decisione, promettendo che cambierà.
Dopo aver comunicato a tutti la decisione di separarsi Rajmonda Zefi ricomincia a vivere. Riprende anche a lavorare ed insieme al ragazzo che sta frequentando progetta di aprire un locale. E’ il 28 dicembre del 2010, sono già due mesi che le pratiche per il divorzio sono iniziate ed è sempre da due mesi che non parla con la madre che continua a non approvare la sua decisione di lasciare Antonio. Una mattina, la mamma, l’aspetta tra i banchi del mercato, sa che la figlia va a fare compere proprio lì, la madre cerca di riprendere il rapporto ma Rajmonda non ne vuole sapere e dopo averla ascoltata va via senza dire nulla.
La mamma non può immaginare che dopo due giorni, la figlia morirà.

Il 30 dicembre 2010, il giorno prima dell’omicidio, Rajmonda Zefi insieme al suo nuovo ragazzo si reca al supermercato, devono fare la spesa perché il giorno dopo hanno la festa di inaugurazione del nuovo locale, proprio l’ultimo dell’anno. Anche se si prepara a vivere un momento importante come l’inaugurazione del suo locale, Rajmonda Zefi non se lo gode pienamente perché ripensa alla situazione di tensione con Antonio, si sente quasi in colpa per aver ripreso a vivere e a sognare.

Quella sera decide di lasciare la sua macchina nel parcheggio del supermercato, perché la spesa fatta serve per la preparazione del locale, la riprenderà il mattino dopo. Ora ha fretta di andare a riprendere la figlia che ha lasciato a casa di una amica.
La figlioletta gli chiede di poter restare a dormire a casa dell’amica e davanti ai capricci della bambina cede, sa che è molto affezionata alla sua amica. A casa intanto Antonio rimane sveglio ad attendere il ritorno della moglie, una moglie che sta perdendo perché il suo matrimonio si è rotto per sempre. Per lui è difficile accettarlo perché l’idea che Rajmonda Zefi non faccia più parte della sua vita gli sembra irreale. E’ un pensiero che lo ossessiona, rimanere senza di lei lo fa sentire perso. Rajmonda Zefi invece va avanti decisa nel suo desiderio di rifarsi una vita. E’ giovane e non vuole condannarsi all’infelicità, sa che la sua famiglia è
contraria alla sua nuova relazione e questo la fa soffrire molto.

Antonio sa che la moglie non è rientrata a casa da sola, la tensione tra i due coniugi è molto forte, silenzi, sguardi tristi, facce tese, in quella casa c’è solo angoscia.
Rajmonda Zefi come fa sempre, va a dormire nella sua stanza ma non è tranquilla, al minimo rumore si agita, teme Antonio perché sa che potrebbe avere delle brutte reazioni alla decisione di separarsi.
E’ il 31 dicembre 2010, l’ultimo giorno di vita di Rajmonda Zefi, è un venerdì e sembra una giornata come tutte le altre.
Rajmonda viene svegliata da una telefonata, è il ragazzo con cui sta uscendo e con cui sta aprendo il locale. Devono tornare al parcheggio del supermercato a prendere la macchina che avevano lasciato il giorno prima, occorre fare presto per preparare l’inaugurazione e la festa di fine anno, si accordano di incontrarsi sotto casa dopo una mezzoretta.
Non è chiaro cosa abbia scatenato la rabbia di Antonio, probabilmente non ha digerito che la sera prima Rajmonda Zefi si sia fatta accompagnare a casa, e probabilmente ha ascoltato anche l’ultima telefonata.
Poche parole e quel venerdì mattina scoppia una brutta lite. Finisce nel sangue il matrimonio tra Rajmonda Zefi e Antonio.

Quella stessa mattina le amiche provano a chiamarla ma il telefono è spento. Alle dieci del mattino il nuovo ragazzo passa a prenderla a casa, gli sembra strano che non risponda erano d’accordo che si sarebbe
fatta trovare pronta, perché quel giorno avevano tante cose da fare per il nuovo locale. Dopo qualche minuto di attesa, preoccupato, ritorna in auto e va via, Antonio al piano superiore lo vede dalla finestra.  Dopo aver ucciso Rajmonda Zefi con lo strangolamento, la preoccupazione di Antonio è quella di occultarne il cadavere. Per prima cosa l’avvolge in una coperta, poi smonta il sistema di videosorveglianza che hanno certamente registrato i suoi movimenti e lo chiude nel portabagagli dell’auto dove chiude anche il corpo di Rajmonda Zefi.

ritrovamento_videoQuindi si dirige verso una località isolata, come prima cosa si disfa del sistema di videosorveglianza gettandolo nel fiume, acquista poi una tanica di benzina e prosegue verso la montagna dove abbandona il corpo senza vita della moglie. Cosparge di benzina la coperta che aveva utilizzato e le da fuoco. Antonio successivamente dichiarerà che ha bruciato quella coperta, perché proprio li sopra avevano concepito la loro figlia, ma secondo il PMè un altro il motivo per cui Antonio gli da fuoco, ovvero cancellare le tracce.

Dopo essersi liberato del cadavere della moglie, il pensiero di Antonio è di ripulire casa dal sangue per cancellare le prove di quello che ha fatto.  Subito dopo si reca dai cognati per dirgli che Rajmonda Zefi si è allontanata con delle amiche. E’ l’ultimo dell’anno e tutti pensano a divertirsi, come Antonio che si reca nel locale dove la moglie aveva organizzato l’inaugurazione e la festa per festeggiare. Si comporta come se niente fosse successo, è l’ultimo sfregio che fa alla moglie. Durante quella notte di pajette e lustrini, Antonio si confonde con gli altri e con tutti festeggia l’anno che se ne va.

Quella sera alla festa ci sono molti degli amici di Rajmonda Zefi e c’è anche il ragazzo che frequentava, l’assenza di Rajmonda è pesante, tutti si chiedono perché non c’è e dove sia andata, nessuno immagina che sia morta, e soprattutto nessuno immagina che l’assassino è in mezzo a loro. Antonio è alla festa, quella festa che Rajmonda Zefi ci teneva tanto ad organizzare e che ora è stata macchiata di sangue.
I genitori della moglie chiamano Antonio per sapere Rajmonda dove fosse ma lui risponde di non sapere nulla, la suocera allora lo invita con la figlia a pranzare da loro per capodanno.

Durante il pranzo, Antonio ostenta serenità e tranquillità ma tutti si accorgono dei graffi che ha sul viso, la mamma immagina subito che sia successo qualcosa di grave, fa credere a tutti che la moglie sia sparita volontariamente. Per tre lunghi giorni la mamma, i fratelli e le amiche cercano Rajmonda Zefi con telefonate e sms ma senza risultati.

A quel punto la mamma e i fratelli capiscono che c’è qualcosa che non quadra e vanno a trovare Antonio sul luogo di lavoro sperano di avere notizie ma lui continua a dire di non sapere nulla, ma non gli credono sono sicuri che sia stato lui a far del male a Rajmonda Zefi.

sopralluogoPressato dai familiari il 3 gennaio 2011, Antonio va in caserma e denuncia la scomparsa della moglie, la mamma e i fratelli si rivolgono anche alla trasmissione Chi l’ha visto e lanciano un appello. Nel frattempo i carabinieri perquisiscono la casa e continuano ad ascoltare Antonio che mostra tranquillità e calma, ma sono tanti gli elementi che non tornano.  I sopralluoghi dei carabinieri accertano che la giovane mamma albanese ha lasciato a casa tutti i suoi oggetti personali, questo insospettisce ulteriormente gli inquirenti. A quel punto i carabinieri mettono sotto sequestro la villetta coniugale, e anche la macchina di Antonio, richiedono quindi
l’intervento dei RIS e setacciano tutta la zona con le unità cinofile. Il dispiego di mezzi è imponente.

Le tracce trovate sono inequivocabili, sangue nell’auto, sangue su uno specchio del bagno e nella prima rampa delle scale della villetta. Gli inquirenti interrogano nuovamente Antonio Quinci che sotto pressione ammette solo parzialmente quello che è successo. Riferisce che durante una litigata Rajmonda Zefi è caduta dalle scale battendo la testa e morendo sul colpo.

I carabinieri recuperano anche l’Hard Disk dell’impianto di videosorveglianza gettato nel fiume. Alle forze dell’ordine manca poco per chiudere il cerchio attorno a Antonio Quinci, che però continua a sostenere la tesi che Rajmonda Zefi è caduta a terra durante la litigata.

Antonio dice anche ai carabinieri che il corpo della moglie non si trova vicino casa e che è disponibile a portarli sul luogo dove sette giorni prima ha abbandonato il cadavere.

ritrovamentoSubito dopo il rinvenimento gli inquirenti dispongono il fermo giudiziario di Antonio e iniziano le operazioni di recupero del cadavere. I rilievi del medico legale non lasciano però dubbi, si è trattato di un omicidio efferato e non di una caduta dalle scale. A quel punto vengono avvisati i parenti e gli amici di Rajmonda Zefi e la notizia si diffonde velocemente, arrivano anche i giornalisti sotto casa e per poco non si sfiora una rissa.

Il processo che vede imputato Antonio si celebra con rito abbreviato e si conclude con una condanna a 18 anni e 8 mesi per omicidio volontario e occultamento di cadavere, in appello la condanna viene confermata si attende ora la Cassazione ultimo grado di giudizio.

Invece i familiari di Rajmonda Zefi si aspettavano una pena maggiore, cosi come richiesto dal PM che aveva contestato anche la crudeltà.
Durante l’ultima udienza Antonio Quinci dal banco degli imputati ha anche minacciato i familiari di Rajmonda Zefi con un laconico : “Morirete tutti”.
La famiglia di Rajmonda Zefi vive oggi con grande senso di colpa il fatto di non averla capita e di averla lasciata sola nell’ultimo periodo. Il tribunale dei minori ha affidato i due bambini ad uno dei fratelli e ai genitori.

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