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Delitti ItalianiL’assassinio di Pietro Sarchié, un mistero ancora senza colpevoli
Pietro Sarchié

L’assassinio di Pietro Sarchié, un mistero ancora senza colpevoli

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A tre mesi dal delitto del commerciante di pesce in provincia di Macerata, nessun risultato concreto anche se ci sono due indagati

Pietro SarchiéSono passati tre mesi ma il delitto del quale è rimasto vittima il 62enne Pietro Sarchiè, un commerciante ambulante di pesce nel maceratese, rimane un mistero.
Quando sparì il 18 giugno scorso insieme al suo furgone qualcuno ipotizzò una fuga volontaria, ma la famiglia e gli amici più stretti non ci hanno mai credito. E infatti il 5 luglio il suo corpo è stato trovato crivellato di colpi di pistola in una stradina di campagna tra i paesi di Seppio e Sellano, nella collina in provincia di Macerata. Una zona dove passano in pochi e per questo la scoperta è avvenuta in ritardo.

Gli hanno sparato almeno cinque colpi, poi hanno nascosto il corpo in un casolare abbandonato dandogli fuoco e coprendolo con alcuni materassi e calcinacci.
Ora l’unica certezza è che la magistratura ha dato il via libera alla famiglia per celebrare il funerale, mentre le indagini per arrivare ai colpevoli sono ancora in corso anche se sono partite in ritardo. Nel registro degli indagati, anche se a piede libero, ci sono Giuseppe e Salvo Farina, padre e figlio, di origine siciliana e forse non a caso anche loro commercianti in pesce. L’ipotesi è quella di una lite per motivi legati al lavoro, probabilmente perché questi ultimi volevano mettere le mani sugli affari di Sarchié.

Prove concrete però per ora nemmeno l’ombra anche perché chi potrebbe aver notato qualcosa di particolare non si è fatto avanti anche se il procuratore che segue l’inchiesta chiede pazienza e dice di stare lavorando al caso. Intanto la famiglia aspetta e almeno ora sa di poter celebrare il funerale.

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