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Cold CaseLaura Bigoni: il giallo dell’omicidio in Val Seriana
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Laura Bigoni: il giallo dell’omicidio in Val Seriana

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Laura Bigoni è stata trovata nel suo letto priva di vita. Aveva solo 23 anni ed era innamorata di Jimmy. Il fidanzato venne sospettato dell’omicidio ma la sera in cui venne uccisa, Laura aveva litigato con lui e per ripicca si era appartata con un uomo conosciuto in discoteca. Quando tornano a casa lei sale e lui parcheggia, ma quando bussa alla porta per entrare Laura non apre.

laura-bigoniEra il 1° agosto del 1993 e su un elegante palazzo di Corso di Porta Romana, il portinaio attacca sul vetro della guardiola il messaggio: “Chiuso per lutto”. Poco prima aveva ricevuto una terribile notizia, sua figlia Laura Bigoni era stata trovata priva di vita nell’appartamento di via Mazzini a Clusone, in Val Seriana.

Il corpo della giovane Laura Bigoni è stato ritrovato da sua zia, Elena Luraschi che si era recata dalla ragazza perché dovevano fare una gita in montagna ma erano le 8 e non era ancora pronta. Nella casa c’era fumo e Laura Bigoni giaceva seminuda sul letto in una pozza di sangue. Il materasso stava prendendo fuoco e sul pavimento e sulle pareti c’erano altre tracce di sangue. Per il maggiore dei carabinieri di Bergamo questo è sicuramente l’omicidio più terribile che gli sia capitato nel corso della sua carriera. Dall’autopsia emerge che Laura Bigoni è stata massacrata a coltellate, poi sgozzata e colpita al cuore e al ventre. L’assassino ha portato via l’arma del delitto, un coltello da cucina ma prima di andarsene ha spruzzato della lacca spray sul corpo della ragazza e sul letto e ha appiccato il fuoco.

Laura Bigoni era stata convinta dai genitori ad andare in vacanza per allontanarsi da Milano e smaltire la delusione per la sua storia d’amore sbagliata. La ragazza era innamorata di Gian Maria Negri Bevilacqua, un giovane 25enne che si faceva chiamare Jimmy. Si erano conosciuti in un centro estetico ed è stato subito un colpo di fulmine. Al padre di Laura il ragazzo non piace e nutre dei sospetti su di lui, ignaro del fatto che aveva ragione perché Jimmy è un bugiardo incallito dalla doppia vita. Aveva tenuto nascosto a Laura un piccolo dettaglio e cioè che aveva già una fidanzata. Per un certo periodo è riuscito a destreggiare le relazioni con abilità ma quando la ragazza inizia a nutrire dei sospetti segue Jimmy e lo scopre in compagnia di Laura. Alla fine entrambe lo mandano a quel paese ma Jimmy non demorde e le corteggia ancora con gesti plateali e una serie di promesse. Le ragazze purtroppo ricascano nella sua trappola ma i genitori di Laura Bigoni prendono quella decisione di far allontanare la ragazza e Jimmy la segue sino a Clusone. Sabato 31 luglio però Laura capisce che Jimmy è impegnato anche con Vanna e litigano furiosamente: «Ti tradirò anch’io. Stanotte farò l’amore col primo che incontro!», avrebbe minacciato la ragazza.

La stessa sera Laura Bigoni si fa accompagnare in discoteca dove inizia a parlare con un biondino, Marco Conti. Per mantenere fede alla promessa fatta a Jimmy, Laura torna a casa con lo sconosciuto ma nota le luci accese e preferisce restare in macchina. Al ritorno è tutto spento e Laura sale sopra, Marco la segue ma quando bussa alla sua porta non apre e decide di andarsene.

Sono le 3 e la signora del piano di sotto sente il rumore dei tacchi. Fuori invece c’è Cinzia, una barista che nota un’ombra davanti alla casa e due auto: un taxi e una Croma gialla. Sono stati ascoltati numerosi testimoni e il principale sospettato è un vicino, un parcheggiatore che insieme alla moglie ha accompagnato Laura in discoteca e che quella sera ha bruciato un paio di jeans perché sporchi di urina di cane. Tuttavia l’attenzione degli inquirenti si concentra su Jimmy che però ha un’alibi: era con Vanna. Durante i funerali di Laura Bigoni il cerchio si stringe intorno al ragazzo che viene arrestato per omicidio volontario. Il resto è una serie di colpi di scena tipici di questi casi di cronaca giudiziaria con il proscioglimento di Jimmy e di Vanna (accusata di favoreggiamento) e la sentenza finale: assolti per non aver commesso il fatto.

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