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Layla, decapitata pubblicamente perchè accusata di aver stuprato e ucciso la figlia

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laylaLayla Bint Abdul Muttalib Basim è stata decapitata pubblicamente perchè era stata accusata di aver violentato, ucciso e torturato la figliastra di appena 7 anni

Layla Bint Abdul Muttalib Basim è stata decapitata con una spada mentre urlava ai presenti la sua innocenza. La brutale esecuzione è stata addirittura immortalata in un video pubblicato su YouTube che in breve tempo ha fatto il giro del mondo tra polemiche, accuse e reazioni inorridite.

Quelle immagini, riprese probabilmente con un telefono cellulare forse dalle autorità religiose , hanno riportato secondo dopo secondo quei drammatici momenti dell’esecuzione della donna. Layla Bint Abdul Muttalib Basim è stata trascinata in un parcheggio pubblico e bloccata a terra da quattro agenti di polizia che l’hanno fatta poi uccidere.

Da quei filmati, che sono stati poi rimossi dai social network poche ore dopo essere stati postati in rete, si potevano guardare quegli atroci momenti prima della decapitazione: la donna ha urlato disperatamente fino all’ultimo respiro di non essere l’omicida della figliastra di 7 anni.

Il Ministero dell’Interno saudita ha confermato invece che la donna birmana è stata decapitata per aver violentato la bimba di suo marito con un manico di scopa per poi ammazzarla. Nel comunicato del governo infatti, si legge: “Non ha mostrato nessuna pietà o compassione nel violentare e nell’uccidere la ragazza . Bassim è stata condannata alla pena di morte per un omicidio brutale dopo che sia la Corte d’Appello sia la Corte Suprema hanno riconosciuto i suoi reati”.

Il perchè di queste atroci decapitazioni pubbliche è stato poi spiegato da attivisti sauditi che hanno dichiarato che lo scopo del governo è quello di diffondere paura tra la popolazione locale.

Due sarebbero i metodi utilizzati per le esecuzioni: “Due metodi sono usati per decapitare la gente in Arabia Saudita – spiega un attivista per i diritti umani – Uno è quello di iniettare nel corpo del prigioniero antidolorifici per intorpidire il dolore. L’altro è di giustiziarli senza antidolorifici. Questa donna è stata decapitata senza antidolorifici perché volevano che soffrisse di più”. 

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