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Le sorelle Piccolomo hanno dato l’input per le indagini dell’omicidio di Lidia Macchi

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L’omicidio di Lidia Macchi è tornato a riempire le pagine di cronaca nazionali. Il brutale assassinio della giovane studentessa di CL ha molti lati oscuri e la riapertura del caso che ha portato all’arresto di Stefano Binda, potrebbe riservare molte sorprese. Grande soddisfazione per quanto accaduto è arrivato dalle sorelle Piccolomo che hanno dato l’input per far ripartire le indagini. Ecco cosa hanno detto a Il Giorno.

sorelle piccolomoLe sorelle Piccolomo sono state d’aiuto alle indagini che hanno portato alla riapertura del caso dell’omicidio di Lidia Macchi. Se vi state chiedendo cosa c’entrano le due sorelle con questo cold case, dovete sapere che Tina e Cinzia, le sorelle Piccolomo, abitavano in una casa che distava poco meno di un chilometro dal luogo in cui venne trovato il corpo senza vita di Lidia Macchi il 7 gennaio del 1987. Le sorelle Piccolomo all’epoca erano ancora bambine, ma ricordano benissimo che il padre le minacciava spesso dicendo che avrebbero fatto la stessa fine. Dalle indagini è emerso che Piccolomo è estraneo ai fatti dell’omicidio di Lidia Macchi.

Il padre delle sorelle Piccolomo è Giuseppe, l’ex imbianchino di 65 anni che sconta l’ergastolo per l’omicidio della pensionata Carla Molinari, avvenuto nel corso di una rapina. Piccolomo oltraggiò la vittima mozzandole le mani. Tina e Cinzia hanno parlato delle minacce che hanno subito ed è grazie al loro input che le indagini per l’omicidio di Lidia Macchi sono ripartite anche se in cuor loro sperano che prima o poi venga fatta giustizi anche per la madre, Marisa Madera. La donna è morta il 20 febbraio del 2003 a Caravate.

Marina e Giuseppe Piccolomo erano in auto e lei teneva tra le gambe una tanica di benzina non integra. Ad un certo punto ha commesso l’imprudenza di accendere una sigaretta, e Piccolomo nel tentativo di togliergliela ha perso il controllo dell’auto. Marisa Madera è stata definita una “stupida” perché ha acceso una sigaretta con una tanica di benzina in auto, ma l’uomo è stato condannato per omicidio colposo. Le sorelle Piccolomo hanno scoperto che a dicembre del 2002 il padre aveva stipulato due assicurazioni per la vita a Marisa. La verità, probabilmente, era che Giuseppe voleva intascare il premio, pare che si fosse innamorato perdutamente di una donna marocchina molto più giovane di lui, infatti si sono sposati e hanno avuto due figli.

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