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Delitti ItalianiLea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta: la sua storia in una fiction di Tullio Marco Giordana

Lea Garofalo, testimone di giustizia uccisa dalla ‘ndrangheta: la sua storia in una fiction di Tullio Marco Giordana

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Questa sera RaiUno trasmetterà la fiction su Lea Garofalo, la donna era una collaboratrice di giustizia. Ha vissuto sotto protezione dal 2002 ma nel 2006 venne estromessa perché il suo apporto non era significativo, diventando un obiettivo sensibile. L’anno seguente venne riammessa ma vi rinunciò spontaneamente. Nel 2009 un uomo riuscì ad introdursi in casa sua a Campobasso dicendo di essere un tecnico della lavatrice e tentò di rapirla. Quello fu il primo tentativo, qualche mese dopo infatti sparì. Ecco la sua storia.

Lea GarofaloMarco Tullio Giordana ha deciso di provare a raccontare la storia di Lea Garofalo, in una fiction che andrà in onda su RaiUno. Il capitolo della vita di questa straordinaria donna su cui si concentra la narrazione è quello udinese, quando ha vissuto sotto falso nome tra il 2006 e il 2007. Nel processo per la morte di Lea Garofalo è stata decisiva la testimonianza di sua figlia Denise contro il padre Carlo Cosco. In tutte le manifestazioni antimafia Lea Garofalo è la protagonista perché ha collaborato con la giustizia per fare luce sulle faide tra la propria famiglia e quella del marito.

Lea Garofalo è nata in provincia di Crotone il 1974 ed è morta a Milano il 24 novembre del 2009. Nel 2002 venne sottoposta al programma di protezione e nelle sue testimonianze parlò di “bestia nel cuore” riferendosi al marito. Quando aveva solo 9 mesi il padre venne ucciso e il fratello Floriano era un boss della ‘ndrangheta che operava a Petilla Policastro ma la sua attività si estendeva anche al nord. Fu assassinato nel 2005 e Lea Garofalo raccontò che era stato ucciso nel cortile di casa da suo cognato, Giuseppe Cosco. Purtroppo nel 2006 venne estromessa dal programma, il suo apporto non era significativo e Lea Garofalo pur essendo molto coraggiosa ha iniziato a temere per la sua vita. Venne riammessa nel 2007 ma nel 2009 decise di sua spontanea volontà di rinunciare e si trasferì a Campobasso, in una casa che le aveva trovato il compagno Carlo Cosco.

Il 5 maggio del 2009 la lavatrice subisce un guasto e chiede a Cosco (residente a Milano) di inviarle un tecnico per farla sistemare ma si presenta un uomo che ha intenzione di rapirla e ucciderla. Grazie all’intervento di sua figlia Denise riesce a sfuggire e avvisa i carabinieri. La donna capisce che il suo ex compagno voleva farla tacere per sempre, Lea infatti era a conoscenza di molti segreti. A novembre del 2009 Cosco invitò la donna a parlare del futuro di Denise ma ad attenderla nel luogo dell’appuntamento c’erano due complici, Sabatino e Venturino che consegnarono Lea Garofalo a Vito e Giuseppe Cosco. Venne torturata e uccisa e il suo corpo fu abbandonato su un terreno. Dopo gli arresti Venturino iniziò a collaborare con gli inquirenti consentendo il ritrovamento del cadavere della donna.

Fonte: Rai News

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