HOME | Redazione | Contattaci
Delitti.net
Delitti ItalianiDossierNewsLiberi sognatori, l’omaggio di Mediaset agli eroi moderni: conosciamo la storia di Renata Fonte
renata fonte

Liberi sognatori, l’omaggio di Mediaset agli eroi moderni: conosciamo la storia di Renata Fonte

di

La storia di Renata Fonte arriva in tv. La Taodue ha deciso di lanciare il progetto “Liberi Sognatori” in cui si parla di quattro eroi dei nostri giorni. È un segnale molto forte visto che ultimamente le fiction si concentrano sugli eroi negativi. Renata venne uccisa a 33 anni, mentre tornava a casa. Era assessore del Comune di Nardò.

renata fonteSono passati 32 anni dall’omicidio di Renata Fonte. Il 31 marzo del 1984 la donna stava rientrando a casa, dopo aver presenziato ad una seduta del consiglio comunale di Nardò, in qualità di assessore. Due sicari si avvicinarono e con due colpi di pistola misero fine alla sua vita. Il salento degli anni ‘80 non è quell’oasi di pace che campeggia su tutte le guide turistiche di oggi, ma era una terra di sangue e la malavita non faceva sconti a nessuno, nemmeno alle donne.

Renata Fonte era impegnata in politica e in ambito sociale, insegnante di professione aveva due figlie piccole. Quando nel 1982 si candidò alle amministrative venne eletta e diventò assessore prima alle finanze e poi all’istruzione. Ma non è questo il motivo per cui è stata uccisa, Renata infatti era a capo del comitato per la Tutela di Porto Selvaggio e si schierò contro le lottizzazioni cementizie. La Regione Puglia accolse il suo appello emanando una legge ad hoc ma i politici locali iniziarono a storcere il naso.

Le indagini sulla morte di Renata Fonte portarono all’arresto di un pescivendolo. L’uomo venne interrogato a lungo e dalla sua confessione emerse che il ruolo nell’omicidio era di tramite tra killer e mandanti. La vicenda giudiziaria è stata ricca di colpi di scena. Il mandante infatti era Antonio Spagnolo, un collega del Partito Repubblicano Italiano, primo dei non eletti, noto in zona per procurare “finte pensioni di invalidità”. Il movente? Risentimento. Eppure vi sono altri personaggi che hanno ordinato la morte di Renata, mai identificati, tutti avevano obiettivi comuni che non potevano raggiungere con la Fonte impegnata in politica.

Parlare della morte di Renata Fonte è un’arma a doppio taglio, sono molte le persone che hanno strumentalizzato la vicenda. Tutte sapevano e non hanno fatto niente per impedire che la donna venisse uccisa. Il nome di Renata apre gli armadi dove sono conservati gli scheletri dei politici locali.

Lascia un commento

Back to Top