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FemminicidioOmicidi in FamigliaLiliana Bartolini, uccisa dal marito: la telefonata al 118

Liliana Bartolini, uccisa dal marito: la telefonata al 118

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Andrea Balboni e Liliana BartoliniLiliana Bartolini, 51 anni, è stata uccisa dal marito, Andrea Balboni, 52 anni. L’uomo ha raccontato di essersi difeso da una presunta aggressione della donna, ma l’autopsia svela ben altro

Ha raccontato agli esperti di essersi difeso dalla moglie, che lo aveva accolto a casa con il solo intento di aggredirlo per aver scoperto la relazione extraconiugale dell’uomo. E’ così che, secondo quanto dichiarato da Andrea Balboni, sarebbe iniziato un violento diverbio, degenerato poi in una vera e proprio aggressione finita male. Liliana si sarebbe in seguito inflitta il colpo da sola, cadendo sul pavimento mentre teneva tra le mani un coltello.

L’autopsia ha però smentito quanto raccontato dal presunto assassino, abbandonando del tutto la versione della morte accidentale. La ferita rivenuta sul cadavere della vittima, sarebbe infatti perpendicolare, non penetrante come sarebbe stata invece in caso di incidente. Inoltre, Liliana Bartolini non sarebbe morta subito, tanto che l’uomo avrebbe avuto tutto il tempo di telefonare il 118 nelle prime ore del mattino di quel maledetto 13 aprile. La telefonata tra Andrea Balboni e l’operatore del 118 è stata trascritta e pubblicata da Ilrestodelcarlino.it:

Operatore uno: 118!

Balboni: Pronto!

O: Sì.

B: Siamo stati aggrediti. Pronto!

O: Le serve un’ambulanza?

B: C’è mia moglie in un lago di sangue.

O: Le passo l’ambulanza. Un attimo.

Operatore due: Che cosa succede signore?

Balboni: Sono arrivato a casa da lavorare e mi hanno aggredito in garage. Adesso mi sono ripreso, sono salito in casa e c’è mia moglie in un lago di sangue. Non si muove!

O: Non si muove?

B: No.

O: Se la chiama?

B: Lilli! Lilli! No.

O: Da dove sta perdendo sangue?

B: Ma non ci sta… Non lo so, è tutto insanguinato qui, c’è un…

O: Da dove mi sta chiamando?

B: Da Molinella, via Miravalle 2. Campanello Balboni.

O: Lei riesce ad aprire la porta di casa?

B: Spero.

O: Ok, le mando anche i carabinieri.

B: Mi fanno male le gambe.

O: Ok, provi ad aprire la porta di casa e le mando anche i carabinieri.

B: Sì.

O: Allora, resti in linea con me, resti in linea con me, così siamo tutti più tranquilli, e poi mi dica anche se riesce a vedere sua moglie.

B: Oddio quanto sangue c’è qua. Sì, ma è sdraiata.

O: Sì, io le ho già allertato l’ambulanza e sta arrivando.

B: A faccia in giù.

O: Ok. provi a muoverla, mi dica se si muove il torace.

B: Ma pesto del sangue, va bene lo stesso?

O: Sì, sì, sì, sì. Lei si avvicini a sua moglie e mi dica, mi dica se si muove.

B: Lilli! Lilli! No! Non si muove.

O: Non si muove?

B: No.

O: Ok. Lei è stato colpito? Dove è stato colpito?

B: In faccia, alle gambe, un po’ dappertutto. Oddio quanto sangue che c’è qua!

O: Stia tranquillo signor Balboni, stia tranquillo. Adesso arriva l’ambulanza. E’ già partita da Molinella ed è a 4 chilometri. Arriva tra qualche minuto. Ok, lei si avvicini alla porta. Da dove sono entrati, dal garage?

B: Non lo so se sono entrati… Io sono entrato dal garage, me li sono trovati davanti, erano in due, ma…

O: Ok, sua moglie adesso dov’è, in garage?

B: No, no, lei è in sala, in casa.

O: E lei è in sala e lei è in garage, giusto?

B: Sì.

O: Ok.

B: Cioè adesso ci torno in garage.

O: Ok. Però lei stia lì, vicino a sua moglie e apra la porta di casa e apra anche il portone, ok?

B: Ma devo scavalcare il sangue? Che schifo, come faccio? Oddio!

O: Allora, stia tranquillo signor Balboni, stia tranquillo. Respiri lentamente, stia tranquillo signor Balboni, non perda la calma. Stia tranquillo. Si avvicini lentamente alla porta perché tra un po’ dovrà aprire ai carabinieri e alle ambulanze che stanno arrivando. Quindi con calma lei si diriga alla porta…

B: Ma devo scavalcare mia moglie?

O: Lo deve fare. Lo deve fare perché devono entrare. Per aiutarla dobbiamo entrare, quindi, con calma…

B: Oddio, oddio che male alle gambe. No, mamma mia che sangue che c’è anche qui. La porta è aperta.

O: Ok, c’è anche un portone nel palazzo?

B: No, è una villettina da soli.

O: Quindi è una casa singola?

B: Sì, io vado fuori perché sennò svengo.

O: Ok, vada fuori e resti al telefono con me.

B: Oddio.

O: Respiri lentamente, sennò rischia di svenire signor Balboni.

B: (respira in modo più forte)

Operatore due: Bravissimo, così, respiri lenti e profondi. Respiri lentamente, si metta seduto adesso.

Balboni: Ah, sono già chino, non ce la faccio a star su in piedi. Oddio, oddio, oddio, cos’è…

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