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Lisa Borch, condannata la 15enne ossessionata dall’Isis che accoltellò la mamma

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Lisa BorchLisa Borch, 15 anni, lo scorso anno ha ucciso la mamma dopo aver guardato per ore i video di Jihadi John. La ragazzina avrebbe commesso il brutale omicidio in compagnia del suo fidanzato iracheno

Lisa Borch prima di accoltellare la mamma avrebbe visto per ben venti volte di fila come l’Isis decapitava i suoi ostaggi. E’ proprio dal boia John che la 15enne avrebbe preso ispirazione per togliere la vita alla madre Tine Römer Holtegaard.

Ad allarmare la polizia sarebbe stata la stessa figlia – killer la quale avrebbe raccontato di aver visto un uomo bianco fuggire dalla propria abitazione. Un presunto assassino che in realtà non esisteva e che sarebbe servito soltanto a manipolare le indagini.

Agli investigatori però Lisa Borch sarebbe subito apparsa disinteressata a ciò che era appena accaduto alla mamma tanto che dopo aver allarmato la polizia si sarebbe tranquillamente seduta sul divano per guardare video su YouTube.

Solo durante le indagini si sono scoperti alcuni inquietanti dettagli. Sul luogo del delitto erano presenti impronte digitali di Bakhtiar Mohammed Abdullah, 29enne iracheno e fidanzato di Lisa, mentre nel sangue della vittima è stata riscontrata la presenza di sonniferi che molto probabilmente sarebbero stati somministrati dalla giovane assassina la sera prima dell’omicidio.

Come riportato dal Corriere.it, Lisa Borch e la mamma non avevano un rapporto sereno. Frequenti erano i litigi tra le due scaturiti non solo per quella relazione che proprio non convinceva la mamma, ma anche per la troppa passione della 15enne per l’Isis. Sarebbero stati proprio questi dissidi e i video violenti guardati per ore a far scattare la furia omicida della ragazza che avrebbe pianificato il delitto con il fidanzato con il quale avrebbe voluto raggiungere la Siria per arruolarsi.

Per gli esperti: “Si tratta di un omicidio a sangue freddo. C’era un piano tra i due per uccidere la madre della ragazza che continuava a scongiurare la figlia di allontanarsi da quell’ambiente. Il costante processo di radicalizzazione è stato la causa della morte della donna”.

Non è ancora chiaro chi tra Lisa e Abdullah abbia commesso materialmente il delitto. Ciò che è sicuro è che la 15enne è stata condannata a 9 anni di reclusione mentre il 29enne a 13 anni.

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