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Delitti ItalianiAggiornamenti caso Loris Stival: la ricostruzione, e i dubbi sul caso
veronica panarello

Aggiornamenti caso Loris Stival: la ricostruzione, e i dubbi sul caso

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E’ la mattina del 29 novembre: Veronica Panarello esce di casa alle 8.30 insieme ai due bambini, ma prende una strada indiscutibilmente diversa dal solito. Insolita rispetto a tutte le mattine precedenti.

veronica panarelloDopo circa 3 minuti rientra Loris che è un bimbo assai più basso della norma: ha solo 8 anni, ma veste come un bambino di sei. Qualcuno lo aspettava in casa? Aveva delle chiavi? Alle 8.48 rientra anche Veronica compiendo una manovra assolutamente inusuale anche a detta del marito: parcheggia in garage nonostante ci fossero dei posti liberi di fronte casa.

Veronica rimane in casa 36 minuti: in questi 36 minuti , secondo il medico legale, il piccolo Loris muore. Anzi, viene ucciso. Sono questi i punti fermi della procura, ma c’è ancora molto da chiarire sulla morte del bambino. Per il momento in carcere, accusata del più atroce dei delitti, c’è la mamma che continua  a professarsi innocente.

Se davvero saranno confermate le accuse della Procura, sfugge però il movente di un omicidio che non sarebbe stato causato da un impeto, bensì premeditato. E poi c’è un altro grande dubbio: è possibile che la donna possa aver fatto tutto da sola?

La Procura di Ragusa prosegue gli interrogatori: non si sa se si tratta di persone informate dei fatti, o di altre sospettate. Quello che è certo è che si stanno valutando possibili complicità nella fase dell’imicidio, oppure solo nella fase finale di questa triste storia: l’occultamento di cadavere.

Ovviamente, uno dei dati più importanti è l’orario della morte: secondo la difesa di Veronica Panarello, la donna nel’istante in cui moriva suo figlio non si sarebbe trovata a casa con lui, bensì nel castello di Donna Fugata per seguire un corso di cucina.

L’orario della morte, quindi, sarebbe diverso, ovvero posticipato. Per la Procura, invece, non ci sarebbero dubbi: secondo il medico legale Iuvara, incaricato dell’autopsia, Veronica era in casa con suo figlio proprio in quei terribili istanti. Una tesi alla quale crede anche il marito della donna, per il quale parla il suo avvocato Daniele Scrofani.

Ma Veronica era da sola in casa, oppure c’era qualcuno? Secondo una vicina di casa, che l’avrebbe vista alle 9.30 circa, Veronica è uscita con la sua Polo nera dal garage, ma non può assicurare che sulla auto ci fosse qualcuno.

Immediatamente dopo l’arresto, dalle intercettazioni ambientali, emerge che la mamma e la famiglia di Veronica, la ritengono colpevole di quanto successo. Anzi, ne parlano come di una donna in grado di realizzare l’omicidio e di occultarne il cadavere.

Un’altra cosa che ha colpito gli inquirenti è che a Santa Croce (il paese in cui viveva il piccolo Loris) si respiri da subito un’aria tranquilla: nessuno ha mai ipotizzato la presenza di un mostro, di un pedofilo che vive tra le mura del paese. Addirittura tra le grandi accusatrici c’è la sorella di Veronica.

Sono le immagini che hanno registrato il passaggio di Veronica a spingere Davide ad incontrare la moglie nel carcere di Agrigento: voleva guardarla negli occhi mentre parlava. Ma il colloquio non ha l’esito sperato: si lasciano con un addio, salvo eventuali ritrattazioni di Veronica.

Una cosa è certa: la morte di Loris non è stata veloce. Un’agonia lunga qualche minuto: da due a 5 addirittura.Tanto ci vuole per morire strangoilato. E per tanto, questo deve essere avvenuto in un ambiente riservato, dove nessuno poteva osservare.

Il garage è escluso proprio per questo: poteva arrivare qualcuno mentre il bambino era ancora in vita. Per questo gli inquirenti ritengono che Loris sia morto in casa. Inoltre, non c’erano segni violenza sul corpicino: segno, questo, di una morte inaspettata, o di una violenza improvvisa. Da parte di una persona di cui si fidava.

Sul suo visino ci sono ben chiari i segni di una forbice che hanno tagliato le fascette che hanno stretto il collo del bambino: secondo la ricostruzione fatta attraverso le telecamere, risulta che Veronica dopo essere andata per la seconda volta nella zona del Mulino, ed esserci rimasta per 6 minuti (orario per altro compatibile con una fase di occultamento), alle 9.37 sarebbe nuovamente tornata a casa.

Per quale motivo? Che cosa doveva prendere? Lei dice di esser tornata a casa a prendere un libro su cui aveva annotato le sue ricette di cucina, ma è davvero così? Perchè un’altra cosa è certa in questa storia, e cioè che lo zainetto del piccolo Loris è scomparso.

E’ possibile che contenga le prove del delitto? Quelle fascette che lo hanno ucciso, e che non sono mai state ritrovate nell’appartamento, nè vicino al luogo del ritrovamento del corpo, dove sono? Il quesito rimane ancora aperto.

(Fonte Chi l’Ha Visto)

 

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