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Cold CaseOmicidio della pasticciera: chi sa cosa è successo, perchè non parla?

Omicidio della pasticciera: chi sa cosa è successo, perchè non parla?

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Siamo a Roncade, un piccolo centro alle porte  di Treviso. E’ qui che vive Sandra Casagrande, una bella donna che di mestiere fa la pasticcera.

sara-casagrandeLa notte del 29 gennaio 1991, Sandra Casagrande viene uccisa nel suo negozio. Gli inquirenti giungono a questa ricostruzione: Sandra apre il negozio ad una persona che conosceva bene, dopo l’orario di chiusura. E mentre sta preparando  un vassoio di paste viene prima colpita con una bottiglia, e poi con un coltello e un paio di forbici viene finita con 22 colpi.

L’assassino risparmia solo il suo seno, ma massacra il resto del corpo. Sono passati 24 anni, e ancora non si è scoperto chi ha massacrato la pasticcera di Roncade. Dietro la sua vita fatta di routine c’è, forse, un segreto.

La donna si sposa con Luciano quando ha appena 18 anni: è un amore giovanile il suo. I figli non arrivano, e i rapporti tra i due si incrinano. Sandra è una donna forte e determinata e quando capisce di non amare più suo marito, decide di lasciarlo. Ma pochi giorni prima della separazione, Luciano muore.

Sandra CasagrandeL’uomo è stato trovato annegato in un fiume, ma con un dettaglio inquietante: Luciano aveva le mani legate. E questo non è l’unico particolare: l’uomo sapeva nuotare molto bene. Perchè suicidarsi, quindi, in questo modo? C’è chi pensa che Luciano sia stato ucciso da qualcuno, e che sia stato aiutato dalla stessa Sandra.

La donna, però, può essere stata uccisa 11 anni dopo dalla stessa mano? Il primo a recarsi sulla riva del fiume per raccogliere il cadavere di Luciano è il maresciallo dei carabinieri di Roncade: il suicidio venne stabilito dal medico legale. La domanda, a questo punto, è quasi d’obbligo: che legame c’è tra Sandra e la morte del marito Luciano?

Torniamo alla pasticceria: sulla scena del crimine c’è tanto sangue, tanta gente fa avanti e indietro (dopo che si è scoperto il corpo), e vengono rilevate anche le impronte dell’assassino. Tuttavia, dal verbale della morte, emerge che i carabinieri avevano ripulito la stanza, ed avevano addirittura spazzato il pavimento. Un dettaglio non trascurabile.

Gli abiti indossati la notte dell’omicidio di Sandra Casagrande vengono, poi, bruciati perchè emanavano un cattivo odore: questa è la spiegazione degli inquirenti. Ma ciò che rimase nella memoria di tanti è la reazione del maresciallo dei carabinieri di Roncade all’arrivo sulla scena del crimine.

Quella sera intervennero per primi i carabinieri di Treviso. Subito dopo, andarono a cercare il maresciallo di Roncade anche a casa sua, ma nessuno rispose al campanello. Scavalcarono, quindi, il cancello e bussarono con insistenza alla porta: solo allora andò ad aprire il figlio, il qaule disse che il padre non era in casa.

Il maresciallo Gentile, dopo essersi fatto negare, si presenta sul luogo del delitto urlando contro gli agenti che avrebbero (a detta sua) violato il suo domicilio.  Il comportamento tenuto in quell’occasione rimarrà impressa nella mente di tante persone. Ma quale rapporto c’era tra il maresciallo e la pasticcera? Si apprendde che, in passato, il marito della pasticcera si era rivolto a lui. Ciò avvenne poco prima della separazione.

Il maresciallo consoceva da molto tempo i coniugi, ed è stato sempre lui a ritrovare il marito della Casagrande nel fiume. Non solo: quando Sandra viene ritrovata morta, il maresciallo assume un comportamento insolito. Infine, il maresciallo gentile non compare mai nelle indagini nè come indagato, nè come persona che indaga.

Il medico legale stabilisce che Sandra è morta tra le 22 e le 22.30. Alle 22.45 Zeno, un amico della pasticcera, trova le luci accese del negozio ed entra per nun saluto: sarà lui a trovarla distesa e morta. Da questo delitto, però, emergono tante persone informate sui fatti, ma solo un indagato: si chiama Leopoldo ed è un impiegato comunale.

La sua posizione, come quella degli altri, non viene approfondita ulteriormente. Eppure, la svolta potrebbe essere dietro l’angolo: vengono ritrovati dei soldi macchiati di sangue inseriti in un distributore poco distante. Anche in questo caso, però, le analisi non portano a nulla.

Sulla morte di Sandra Casagrande si è detto tanto. Tanti sospetatti, ma nemmeno un colpevole. Eppure, c’è ancora il sentore che tanta genta sappia cosa sia realmente successo, ma che preferisca restare complice silenziosa di questo terribile omicidio.

 

 

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